Cina, cresce il focolaio di Wuhan del “virus misterioso”: 62 contagiati. Ma per gli scienziati inglesi sono 1700

Intensificati i controlli negli aeroporti internazionali negli Stati Uniti. E cresce la paura in vista dei grandi spostamenti per il Capodanno lunare

Sarebbero almeno 1700 i casi di coronavirus che hanno causato il focolaio nella città cinese di Wuhan, e non 62 come finora ammesso dalle autorità cinesi. La stima arriva dagli scienziati dell’Imperial College di Londra, sulla base del calcolo che considera i tre casi di contagio registrati all’estero.

Due casi di infezione dovuta al “virus misterioso”, considerato “parente” della Sars, si sono verificati in Thailandia e uno in Giappone. Si tratta di persone provenienti da Wuhan, città da 11 milioni di abitanti e con un aeroporto internazionale.

Come riporta la Bbc, proprio il fatto che il virus, che finora ha fatto due morti, sia stato “esportato”, fa pensare che il focolaio di partenza sia molto più ampio. Una proiezione basata sul traffico aereo da Wuhan, spiega Neil Ferguson, l’autore principale dello studio pubblicato per ora solo sul sito dell’Università, porta appunto a 1700 casi.

Un focolaio di questa portata, sottolinea l’esperto, fa pensare ad una possibilità di trasmissione da uomo a uomo, finora esclusa dall’Oms e dalle autorità cinesi. «Non c’è bisogno di essere allarmisti – afferma – ma l’ipotesi dovrebbe essere presa in considerazione seriamente».

Al momento, oltre a Thailandia e Giappone, anche Singapore e Hong Kong hanno intensificato i controlli negli aeroporti, e anche gli Usa hanno annunciato misure simili negli aeroporti di San Francisco, Los Angeles e New York. Secondo il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie il rischio di esportazione di un caso in Europa è definito basso, anche se ci sono tre aeroporti che hanno voli diretti con la città di Wuhan.

L’origine

Il mercato da cui si è originato il focolaio, scriveva nei giorni scorsi l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) è stato chiuso il primo gennaio. «Le prove raccolte suggeriscono che il focolaio è associato all’esposizione al mercato di Wuhan – si legge nella nota – e in questo momento non ci sono segnalazioni di infezioni tra gli operatori sanitari e prove evidenti di trasmissione da uomo a uomo».

E dopo una battaglia giocata in gran parte fuori dai laboratori, sui social media e a colpi di hashtag, la Cina ha pubblicato, una settimana fa circa, su una piattaforma online liberamente accessibile, la parte iniziale della sequenza genetica del virus misterioso.

La sequenza è stata depositata nelle GenBank, la banca dati punto di riferimento internazionale per i dati genetici. Tutti i ricercatori del mondo hanno ora la possibilità di studiare la mappa genetica e di analizzarla per dare un’identità a questo nuovo virus, così enigmatico da non avere ancora un nome. Per i ricercatori la malattia di cui è responsabile è infatti una «polmonite virale dalle cause sconosciute», come rilevano gli esperti dei Cdc cinesi.

Secondo il presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit) e ordinario di infettivologia all’Università di Milano, Massimo Galli, citato dall’Ansa, l’ipotesi suggerita da ricercatori dell’Imperial College di Londra «è da considerarsi verosimile».

Tenendo conto di vari dati di popolazione è stato da loro calcolato che le probabilità che una persona con l’infezione si possa imbarcare su un volo internazionale sarebbe di 1 a 574. Poiché sono già tre le persone con l’infezione scese da un volo che le ha portate fuori dalla Cina, il conto totale è presto fatto (574×3=1722 infettati). Questo però non vuol dire che sia probabile trovarci prossimamente il virus ‘in casa’».

Il virus, per gli infettivologi, non è simile né a quello della Sars, emersa in Cina nel 2002 e responsabile di 8.098 casi con 774 decessi, né a quello della Mers, isolato per la prima volta a Londra nel 2012 in un paziente con una grave sindrome respiratoria proveniente dal Medio Oriente e di cui si segnalano in tutto 2494 casi, con 858 morti.

Nuovi casi

Da Wuhan arrivano oggi, 19 gennaio, segnalazioni di 17 nuovi casi di contagio, che aumentano i timori in vista delle vacanze per il Capodanno lunare, quando milioni di persone di sposteranno all’interno del Paese.

Dei 17 nuovi casi nella città centrale di Wuhan – ritenuta l’epicentro dell’epidemia – tre sono descritti come “gravi”. Il virus ha infettato in tutto 62 persone a Wuhan, secondo le fonti ufficiali cinesi, di cui otto in gravi condizioni, 19 guarite e dimesse dall’ospedale e il resto ancora in isolamento a ricevere cure. Due persone sono morte finora a causa del virus.

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