Carola Rackete in Antartide sulla nave di Greenpeace. Il suo legale: «Una scelta di vita, di interesse e impegno»

Da lì ha fatto sapere di «essere contenta della sentenza della Cassazione» che ha dichiarato illegittimo il suo arresto

Carola Rackete è andata in Antartide, a bordo della nave di Greenpeace. Da lì ha fatto sapere di «essere contenta della sentenza della Cassazione» che ha dichiarato illegittimo il suo arresto e dunque ha bocciato il ricorso della Procura di Agrigento contro l’ordinanza che lo scorso 2 luglio ha rimesso in libertà la capitana della Sea Watch.

A darne notizia è il suo legale Alessandro Gamberini. «Carola al momento è in Antartide – ha detto l’avvocato intervenuto ai microfoni della trasmissione L’Italia s’è desta su Radio Cusano Campus -. Per fare una battuta, non voleva stare al fresco, voleva aria fresca». «È in Antartide con la nave di Greenpeace. Penso sia una scelta di vita, di interesse e di impegno». «Ci ha ringraziato per il nostro lavoro difensivo», continua Gamberini.

Al momento, però, rimangono aperti due procedimenti nei confronti della ragazza tedesca: quello per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina che, secondo l’avvocato, «si chiuderà in tempi brevi». E poi la querela nei confronti di Salvini. E su questo il legale non ha dubbi: «Credo che a breve ci sarà il rinvio a giudizio».

Sull’arresto illegittimo, Gamberini ha poi detto: «Le motivazioni non sono ancora state depositate, quando lo saranno cercheremo di utilizzarle per difendendoci davanti la Procura di Agrigento».

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