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Coronavirus, lo studente italiano bloccato a Wuhan: «Limitiamo al massimo le uscite»

24 Gennaio 2020 - 21:07 Redazione
epa08158482 Passengers from international flights wearing protective masks arrive at Suvarnabhumi Airport, Samut Prakan province, Thailand, 24 January 2020. Thai health officials are stepping up monitoring and inspection for the new mystery SARS-like coronavirus after the Public Health Ministry confirmed Thailand have been found four cases of three Chinese tourists and a Thai woman reported to be infected with the novel strain of coronavirus. A 73-year-old Thai woman is the first Thai who was infected with coronavirus after she traveling back from China's Wuhan city. The outbreak of coronavirus has so far claimed 25 lives and infected more than 800 others, according to media reports.  EPA/RUNGROJ YONGRIT
Sono una ventina gli italiani rimasti nella città dove è scoppiato il focolaio del coronavirus
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Sono costretti a restare a Wuhan gli italiani rimasti nella città dove è scoppiato il focolaio del coronavirus. Un gruppo di una ventina, tra i quali uno studente abruzzese, Lorenzo Di Berardino, che ha raccontato cosa sta accadendo nei giorni in cui in Cina si celebra il Capodanno, mentre le autorità hanno imposto il blocco di treni e aerei, isolando circa 41 milioni di persone.

«La città è logicamente ancora bloccata – dice Di Berardino – sia in entrata che in uscita. Ed io e i miei colleghi stiamo limitando al massimo le uscite». Allo stesso tempo Di Berardino rileva la “grande novità” delle ultime ore, ossia l’avviata costruzione di un ospedale che dovrebbe essere completato entro pochi giorni, nelle intenzioni delle autorità.

«Un ospedale interamente dedicato alla cura di questa nuova malattia e dotato di tutte le tecnologie all’avanguardia. Vedremo se si realizzerà, se ci dovessero riuscire sarebbe una grande cosa perché sarebbe l’ennesima contromisura messa in campo dalle autorità cinesi che si stanno adoperando giorno e notte» per fronteggiare l’epidemia, sottolinea Di Berardino.

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