Renzi torna alla carica sul governo: «La ricreazione è finita». E lancia due siluri al M5s

Ai microfoni di Radio Capital, l’ex premier dice la sua sulle elezioni regionali e sul Governo

Un po’ più conciliante con il Partito Democratico e durissimo con il Movimento 5 Stelle: ai microfoni di Radio Capital Matteo Renzi ridefinisce a modo suo gli equilibri nel governo dopo le elezioni regionali che hanno visto vincere il candidato di centrosinistra – sostenuto anche da Italia Viva – in Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini.

«Ha vinto il buon governo»

Elezioni in cui la Lega ha comunque fatto grandi passi avanti nella roccaforte della sinistra e il centrodestra ha trionfato in Calabria. Ma il risultato per certi versi è stato deludente per il Carroccio, oltre che per la Borgonzoni, che fino alla vigilia delle elezioni era di poco dietro a Bonaccini. Una sconfitta arrivata all’ultimo, complice anche gli errori commessi da Salvini in campagna elettorale, come la citofonata al ragazzo tunisino accusato di essere uno spacciatore?

Non è d’accordo Renzi: «Magari fosse così, Salvini ne ha fatte tante di campagne così, anche in Umbria o dalla Basilicata al Piemonte al Friuli alla Sardegna, e lì è riuscito a vincere. Ha fatto la stessa campagna che altrove, ma in Emilia non ha funzionato perché c’era il buongoverno di Stefano Bonaccini, il vero vincitore delle elezioni».

«Il declino inesorabile del M5S»

Ma nella vittoria ci sarebbe anche la sua impronta (di Renzi): «Se non avessimo giocato come Italia Viva un ruolo di stimolo sulle tasse e sull’Iva e su altro – continua l’ex premier – questi mesi di governo sarebbero stati diversi. Sogno che qualcuno dica Renzi non ha avuto una cattiva idea di far nascere questo governo».

Giusto festeggiare il risultato dunque, che però non apre ad una riunificazione della sinistra con il centro renziano: «Grandissimo rispetto per quello che fa Nicola Zingaretti, auguro tutto il meglio al Pd o a quello che verrà dopo, un nuovo Pd, ma noi di Italia Viva faremo una cosa diversa e secondo me più fresca – ha dichiarato Renzi – Noi siamo una start up». Anche perché non sarebbe strategico, fa intendere Renzi, adesso che con «il declino inesorabile del M5S per noi si aprono delle praterie».

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