Siria, raid aerei su scuole e rifugi degli sfollati: si contano 25 morti

La Siria è da settimane nella morsa dei giochi di Damasco, Mosca e Ankara. Dall’inizio del conflitto nel 2011, si contano 900mila sfollati vicino al confine turco

Non si ferma l’esodo e la strage di civili a Idlib, la provincia nordoccidentale della Siria, obiettivo da settimane degli attacchi dell’esercito siriano e dei bombardamenti russi. Almeno 25 persone sono morte e 80 sono state ferite in raid compiuti nelle ultime ore contro scuole che ospitano famiglie sfollate. A darne la notizia è Medici senza frontiere in un comunicato. L’ong, che lavora nella martoriata regione siriana con partner locali, riferisce di intensi raid aerei russi e governativi.

Secondo Save the Children, tra le vittime ci sarebbero anche bambini. Delle scuole colpite alcune erano in funzione, altre erano in pausa per un giorno e altre ancora venivano utilizzate come rifugi. Da settimane la regione nordoccidentale si trova nella morsa dei giochi di Damasco, Mosca e Ankara. Una crisi che ha già provocato il più grande esodo dall’inizio del conflitto nel 2011 con 900mila persone, di cui metà bambini, sfollate vicino al confine turco.

Una regione che ospita già 3,5 milioni di rifugiati e i cui abitanti si sono schiacciati verso la Turchia senza una via di fuga, con Ankara sempre più intenzionata a non aprire i suoi confini a una nuova ondata di profughi. Il Paese guidato da Recep Tayyip Erdogan ospita al momento più di 3 milioni di rifugiati siriani.

Intanto, da parte della Russia non sembrano esserci le premesse per un cessate il fuoco a Idlib. Mosca ha ribadito come un passo indietro sarebbe una «capitolazione di fronte ai terroristi». Con queste parole il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha respinto l’ipotesi di una tregua nella martoriata provincia nord-occidentale.

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