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Siria, catastrofe umanitaria a Idlib: mezzo milione di bambini sfollati

18 Febbraio 2020 - 15:24 Redazione
epa08100448 Displaced Syrian children look on from inside a tent upon arriving to the area where her family and others will settle in, after fleeing violence of Maarat al-Numan town, near the Turkish border, Northern Syria, 28 December 2019 (issued 03 January 2020). According to various media reports, some 30,000 people have left Maarat al-Numan, considered as the last strong hold of rebels in northern Syria. The number of the displaced, allegedly reached this figure by 24 December, almost emptying the devastated city from its inhabitants, who fled air strikes and heavy shelling. The Internally displace people fled towards the Turkish border, with many of them building unofficial camps in difficult terrain and wintery weather, reports said.  EPA/YAHYA NEMAH
Secondo l'Unicef decine di migliaia di bambini sono costretti a sopravvivere all'addiaccio
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Sono sempre più disperate le condizioni di bambini e famiglie nel nordovest della Siria dove in due mesi e mezzo di combattimenti tra forze governative, appoggiate dalla Russia, e forze di opposizione si contano circa 900mila civili sfollati. Di questi, circa 500mila sono bambini. Secondo l’Unicef decine di migliaia di bambini sono costretti a sopravvivere all’addiaccio, in tende e in altri ripari di fortuna in zone collinari e montagnose nella morsa del freddo invernale. «La situazione nel nordovest è insostenibile, anche per i severi standard della Siria», ha detto Henrietta Fore, direttore esecutivo di Unicef.

«Bambini e famiglie si trovano intrappolati tra la violenza – aggiunge Fore – il freddo pungente, la mancanza di cibo e le disperate condizioni di vita. Tale disprezzo per la sicurezza e il benessere dei bambini e delle famiglie non può continuare». Intanto, le Nazioni Unite hanno definito gli attacchi congiunti della Russia e del regime siriano nella regione di Idlib «crimini di guerra». Quasi 300 civili sono stati uccisi durante gli attacchi nel nordovest della Siria, il 93% dei quali ha perso la vita per mano dell’esercito di Damasco sostenuto dalla Russia, come ha riferito oggi un funzionario dell’Onu per i diritti umani. 

Michelle Bachelet ha espresso il suo «orrore per l’immensità della crisi umanitaria» denunciando i bombardamenti negli immediati pressi dei campi profughi e sulle strutture sanitarie ed educative avvenuti ieri, sostenendo che si tratti di crimini di guerra. Il suo portavoce, Rupert Colville, parlando a Ginevra si è chiesto se la Siria e la Russia stessero deliberatamente prendendo di mira i civili e gli edifici protetti dalla legge internazionale. «La quantità di attacchi agli ospedali, agli esercizi sanitari e alle scuole non può essere accidentale», ha detto.

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