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Frigoriferi impazziti nei supermercati in mezza Europa, sospetto attacco hacker in Belgio, Svezia, Estonia e Irlanda: «Si è cotto il cibo, tutto da buttare»

02 Novembre 2026 - 14:17 Antonia Verderosa
Attacchi in mezza Europa ai sistemi di refrigeraz
Temperature alterate a distanza, alimenti da gettare e indagini in corso. I precedenti in Francia e i guasti sospetti nelle basi militari Usa, su cui indaga il Pentagono
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Frigoriferi che si surriscaldano, congelatori fuori uso e interi scaffali da svuotare. Nella notte tra domenica 1° e lunedì 2 novembre, decine di supermercati belgi sono stati colpiti da una serie di attacchi informatici ai sistemi di refrigerazione. Le temperature degli impianti sono aumentate improvvisamente, costringendo i responsabili dei negozi a chiamare i tecnici nel cuore della notte e, in alcuni casi, a gettare grandi quantità di alimenti. Nel mirino sono finite alcune delle principali catene della grande distribuzione, tra cui Delhaize, Carrefour, Spar e Intermarché. Ma il Belgio non è l’unico Paese coinvolto. Problemi analoghi sono stati segnalati nelle stesse ore anche in Lussemburgo, Svezia, Irlanda ed Estonia, a poche settimane da un attacco che aveva interessato centinaia di supermercati francesi. Anche nei Paesi Bassi sono stati colpiti gli impianti di refrigerazione di almeno 17 aziende alimentari, tra piccoli negozi, macellerie e depositi di surgelati. Che si sia trattato di un attacco hacker, per di più congiunto in tutti questi Paesi, finora non c’è conferma da alcuna autorità locale. Ma il sospetto cresce, visto che con il passare delle ore aumentano le segnalazioni e il numero di Paesi coinvolti.

Cosa è successo nei supermercati del Belgio

I primi malfunzionamenti sono stati segnalati intorno alla mezzanotte. Nei supermercati le temperature dei frigoriferi e dei congelatori hanno cominciato a salire, raggiungendo in alcuni casi i 15 gradi. Alle quattro del mattino, la catena Delhaize ha inviato un messaggio ai gestori per avvertirli dei problemi. Secondo l’emittente belga RTL, sono circa 40 i punti vendita Delhaize coinvolti, soprattutto negozi di piccole dimensioni e quelli collegati alle stazioni di servizio. Guasti analoghi sono stati riscontrati in 15 supermercati Carrefour, altrettanti Intermarché e cinque Spar. L’agenzia di stampa Belga ha riferito di disservizi anche in un negozio Ikea. In diversi punti vendita, i responsabili sono stati costretti a svuotare frigoriferi e congelatori, ritirando dalla vendita i prodotti che non potevano più essere conservati in sicurezza. Alcuni hanno fatto arrivare camion refrigerati per cercare di salvare la merce. Non è ancora disponibile una stima complessiva dei danni.

Con un comunicato ufficiale, Carrefour Belgio ha confermato l’attacco informatico, precisando che sono stati coinvolti 15 dei suoi oltre 700 punti vendita, soprattutto nei reparti surgelati.

Attacchi anche in Lussemburgo, Svezia, Estonia e Irlanda

Le anomalie non si sono fermate al Belgio. Nella stessa notte, problemi agli impianti di refrigerazione sono stati segnalati anche in Lussemburgo, Svezia ed Estonia. Secondo Reuters, il gruppo Ahold Delhaize ha confermato che l’incidente informatico ha interessato anche alcuni suoi supermercati in Lussemburgo.

In Svezia, i guasti hanno colpito le catene ICA e Coop. In un supermercato ICA nel sud del Paese, secondo quanto raccontato dal responsabile dello store, sarebbe stata impostata a distanza la temperatura dei frigoriferi e dei congelatori a 50 gradi. In un altro negozio della stessa catena, a Stoccolma, un cartello avvertiva i clienti che tutti i congelatori erano fuori servizio a causa di un attacco informatico. Coop ha segnalato problemi in sei punti vendita, mentre ICA ha parlato di un numero limitato di negozi coinvolti. Sui casi sta indagando il Centro nazionale svedese per la cybersicurezza che sta indagando se dietro i guasti ci sia un attacco informatico. Il responsabile, John Billow, ha spiegato a Reuters che nel Paese sono ancora numerosi i dispositivi industriali collegati a Internet che necessitano di aggiornamenti di sicurezza.

Anche in Estonia le temperature degli impianti sarebbero state impostate a 50 gradi. A riferirlo all’emittente pubblica ERR è stato Jann Mutso, amministratore delegato di Kitman Coldtech, azienda che fornisce tecnologie per la refrigerazione. Segnalazioni sono arrivate anche dall’Irlanda, dove 13 supermercati SuperValu hanno dovuto ritirare dalla vendita i prodotti freschi e surgelati. Come riporta The Irish Times, il gruppo Musgrave, proprietario della catena, ha confermato un attacco informatico ai sistemi di refrigerazione, precisando che il problema riguarda uno specifico modello di apparecchiatura.

Paesi Bassi, colpite 17 aziende. Danfoss aveva già avvertito sui rischi informatici

Nei Paesi Bassi, sono stati colpiti sistemi di refrigerazione di almeno 17 aziende, tra macellerie, piccoli negozi alimentari e depositi di surgelati. Non risultano coinvolte le grandi catene di supermercati. Secondo quanto riferito all’emittente pubblica NOS da un portavoce della società danese Danfoss, produttrice dei sistemi di controllo già presi di mira in Francia a ottobre, gli impianti erano collegati a reti non protette e utilizzavano password predefinite, facilitando l’accesso degli hacker. Già il 13 ottobre, dopo gli attacchi in Francia, Danfoss aveva invitato i propri clienti a scollegare gli impianti da Internet e a utilizzare soltanto connessioni sicure.

L’Ue: «I cyberattacchi hanno conseguenze reali»

«Siamo a conoscenza di questi incidenti», ha dichiarato un portavoce dell’esecutivo Ue. «Questi episodi dimostrano che gli attacchi informatici possono interrompere i servizi, avere ripercussioni sulle imprese e incidere direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini». Per gestire gli incidenti che hanno coinvolto più Paesi, Bruxelles punta sulla rete CYCLONe, attraverso cui gli Stati membri possono scambiarsi informazioni e coordinare gli interventi. «La Commissione continuerà poi a collaborare con gli Stati membri per rafforzare la sicurezza informatica in tutta l’Unione, anche nell’ambito del Cyber Resilience Act, del Cyber Solidarity Act e della direttiva NIS2».

I precedenti in Francia e nelle basi militari degli Stati Uniti

Non è la prima volta che i frigoriferi diventano un bersaglio di presunti hacker. Il 12 ottobre, un attacco informatico ha colpito centinaia di supermercati francesi, tra cui punti vendita Intermarché, Carrefour, E.Leclerc e Monoprix. I pirati informatici erano riusciti a modificare a distanza le impostazioni degli impianti, portando le temperature fino a 50 gradi. In alcuni casi, il surriscaldamento aveva provocato anche incendi. Centinaia di prodotti erano stati ritirati dalla vendita, con danni economici potenzialmente nell’ordine di decine di milioni di euro.

Negli ultimi giorni di ottobre è emerso che episodi simili si erano verificati già ad agosto negli Stati Uniti, all’interno di almeno sei basi militari. I guasti avevano interessato i commissary, i supermercati in cui il personale delle forze armate acquista generi alimentari. In una base in Arizona, i congelatori erano entrati improvvisamente in modalità sbrinamento, riscaldando il cibo conservato al loro interno. Secondo quanto rivelato da Reuters, il Pentagono sta indagando sull’ipotesi di un attacco informatico. Gli investigatori americani sono in contatto con le autorità francesi per verificare eventuali analogie tra gli episodi. Al momento, però, non è stato accertato che i malfunzionamenti nelle basi statunitensi siano stati provocati dagli hacker.

Come fanno gli hacker ad attaccare i frigoriferi

Gli impianti della grande distribuzione sono spesso collegati a sistemi informatici che permettono di controllarne il funzionamento a distanza. I tecnici possono monitorare le temperature, individuare eventuali guasti e modificare le impostazioni senza raggiungere fisicamente il negozio. Ma se questi dispositivi sono accessibili da Internet e non adeguatamente protetti, possono diventare un punto d’ingresso per i pirati informatici. Una volta ottenuto l’accesso al sistema di controllo, gli aggressori possono alterare i parametri di funzionamento dei frigoriferi, anche attivando la modalità di sbrinamento per periodi prolungati. In Francia, ad esempio, alcuni sistemi di controllo della società danese Danfoss erano ormai datati o non avevano ricevuto gli aggiornamenti di sicurezza necessari, risultando così più vulnerabili agli attacchi informatici.