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I congelatori impazziti nelle basi militari Usa: «Uno ha cotto il cibo». Il sospetto dell’attacco hacker e i legami con i casi nei supermercati in Francia

30 Ottobre 2026 - 23:01 Giovanni Ruggiero
Congelatori basi militari Usa impazziti
In Francia sono stati 350 i supermercati colpiti, con costi per decine di milioni in cibo ormai da buttare e apparecchi da sostituire. L'indagine di una squadra speciale del Pentagono che ha dovuto chiedere l'aiuto degli investigatori francesi
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Il Pentagono sta trattando come un possibile attacco hacker la serie di guasti agli impianti di refrigerazione che ad agosto ha rovinato scorte di cibo in diverse basi militari degli Stati Uniti. Lo riferiscono all’agenzia Reuters quattro funzionari a conoscenza del dossier. Uno di loro ha spiegato che gli investigatori militari sono in contatto con i colleghi francesi, che si occupano di un episodio simile ai danni dei frigoriferi commerciali dei supermercati in Francia. Stando a quanto riporta la stessa Reuters, no è ancora chiaro a che punto sia l’inchiesta, né se siano già state tratte conclusioni su cosa sia successo e su chi ci sia dietro.

L’indagine del Pentagono e l’aiuto dalla Francia

Interpellato da Reuters, il Pentagono ha fatto sapere che un’unità del Cyber Command, la forza cibernetica dell’esercito, sta «lavorando in stretto coordinamento con partner interagenzia e forze dell’ordine», senza aggiungere dettagli. La Criminal Investigation Division dell’Esercito americano ha precisato che a occuparsene è il suo Cyber Field Office, in collaborazione con le autorità francesi, per capire meglio «le interruzioni della refrigerazione in Europa». L’ambasciata francese a Washington ha dichiarato che non commenterà. La vicenda era stata sollevata per la prima volta dal blog Signal and Silence, nato da poco. Il coinvolgimento degli investigatori militari è stato raccontato dal quotidiano Stars and Stripes, mentre i contatti con i francesi dal britannico Daily Telegraph. Che si indaghi su un sospetto attacco hacker è invece una notizia pubblicata qui per la prima volta.

Cosa è successo nei negozi delle basi militari

Secondo la verifica di Reuters sui post Facebook e sugli aggiornamenti dei siti delle basi, i guasti hanno colpito almeno sei commissary, gli spacci interni dove il personale militare compra da mangiare. In almeno un caso i congelatori non si sono semplicemente fermati: durante la notte la temperatura delle unità di raffreddamento è stata alzata, e al mattino c’erano cumuli di cibo appassito o sciolto. A Fort Huachuca, in Arizona, la pagina Facebook della base ha spiegato che il congelatore «è andato in modalità sbrinamento, scaldando tutto il cibo. Fidatevi se diciamo che era “rovinato”».

Il precedente in Francia: più di 350 supermercati colpiti

L’attacco ai congelatori francesi ha scavalcato i controlli di temperatura delle unità commerciali in più di 350 punti vendita, con le corsie dei surgelati svuotate dalla merce deteriorata. Come a Fort Huachuca, gli hacker hanno alzato la temperatura anziché limitarsi a spegnere gli impianti, e in alcuni casi le unità si sono incendiate. Un proprietario di supermercati ha stimato che i costi complessivi in tutto il Paese potrebbero arrivare a decine di milioni di euro. Gli esperti sentiti da Reuters ritengono che l’operazione sia stata semplice da portare a termine. L’azienda danese Danfoss, i cui controllori gestivano molte delle unità colpite, ha detto che numerosi dispositivi erano obsoleti o avevano il firmware non aggiornato, un dettaglio che avrebbe facilitato l’intrusione. Reuters non è riuscita a stabilire se nelle basi americane fossero in uso apparecchi Danfoss o di altri marchi, e l’azienda non ha risposto alle richieste di commento.

Quanto sono vulnerabili i sistemi di raffreddamento

La refrigerazione è decisiva nella distribuzione del cibo fresco, e il sabotaggio via internet delle celle frigorifere è da tempo considerato uno scenario da incubo, al pari della perdita di corrente elettrica o dell’interruzione degli impianti idrici. Nei mesi scorsi la Global Food Safety Initiative, un organismo di settore, aveva invitato esperti di sicurezza alimentare e responsabili IT a collaborare per garantire una «robusta cybersecurity» ai sistemi di refrigerazione, ricordando che «un sistema di raffreddamento hackerato è pericoloso quanto uno rotto».

Casi simili non mancano come conferma Danfoss a Reuters, secondo cui nel 2022 alcuni hacker hanno preso di mira o violato supermercati in Russia e in Israele che usavano versioni obsolete dei suoi controllori. Alla fine dell’anno scorso, inoltre, i procuratori federali di Los Angeles hanno accusato una donna ucraina di far parte di un gruppo che nel 2024 aveva messo fuori uso la refrigerazione di un impianto di lavorazione della carne, rovinando oltre 2.000 libbre di prodotto, circa 900 chilogrammi. Per Bill Moore, amministratore delegato della società di sicurezza industriale Xona Systems, il problema nasce dal fatto che questi controllori erano stati concepiti come interfacce isolate, gestite da un tecnico sul posto, e sono invece sempre più spesso collegati a internet. Il rischio di esposizione online riguarda anche altri sistemi, ha spiegato, ma qui può avere conseguenze particolarmente gravi: «Può sicuramente interrompere la filiera alimentare».