Mamma al comando dell’aereo: la pilota di linea porta la figlia e la sua classe in Islanda. «Un’esperienza unica» grazie al cambio di turno
Dopo 19 anni come comandante, una madre ha avuto l’occasione di avere sua figlia a bordo di un volo di linea. Il tutto grazie a un cambio di turno e una gita scolastica con destinazione l’Islanda. La protagonista della storia è Marnie Munns, che ha pilotato il volo della compagnia Jet2 dall’aeroporto di Stansted a Reykjavik con a bordo la figlia 17enne Lillian, la sua classe del Framlingham College, nel Suffolk, e gli insegnanti.
Perché Marnie voleva pilotare il volo con la figlia
L’idea originale di Marnie era di fare una sorpresa a Lillian la mattina stessa della partenza, ma il segreto è stato svelato durante un incontro tra genitori e insegnanti. «Quando gliel’ho detto per la prima volta, non riusciva a credere che avessi davvero intenzione di farlo e che avessi poi mantenuto la promessa» racconta la donna, come riporta Il Messaggero. Lillian non era mai salita su un aereo pilotato dalla madre, sebbene i comandanti cerchino «sempre di far volare i propri familiari perché è un’esperienza davvero unica e un piacere immenso».
Il cambio di turno per essere il comandante verso l’Islanda
Quando Marnie ha saputo della gita scolastica in Islanda, ha scambiato il turno di lavoro con un collega e si è assicurata di essere al comando dell’Airbus a321neo che avrebbe accompagnato la classe sull’isola. «Ciò che mi ha sorpreso è stato l’entusiasmo dei miei colleghi dell’equipaggio quando ho raccontato loro che avrei avuto il piacere di pilotare l’aereo con mia figlia e l’intera scolaresca a bordo» riporta Marnie. Aggiunge: «Il primo ufficiale ne era entusiasta e l’equipaggio è stato fantastico: hanno individuato il posto in cui era seduta Lillian ed è stato davvero un bel gesto, anche piuttosto divertente».
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Come madre e figlia hanno vissuto quel giorno
Il giorno della partenza il volo era sold out, con 232 posti occupati, di cui una trentina dai ragazzi del Framlingham College e altrettanti da alcuni alunni di altri istituti, anche loro in partenza verso l’Islanda. «Ero consapevole del fatto che a bordo ci fossero anche molte altre scuole, perciò volevo assicurarmi che tutti si sentissero speciali a far parte di questo volo» dice la donna. Ai giornali ha raccontato che in quel momento avvertiva un pressione maggiore perché tra i passeggeri c’era la sua Lillian, a cui ha dedicato anche un momento durante gli annunci di bordo. «È stato bellissimo poter trascorrere una giornata così speciale e personale» conclude Marnie, seguita dalla figlia che commenta: «Non capita tutti i giorni di andare in Islanda, e di certo non capita tutti i giorni che sia la propria mamma a portartici in volo».

