Wizz Air, 73 euro al gate per un mini-trolley: «O paghi o chiamiamo la polizia». La denuncia del padre con due bambini
«O paghi o chiamiamo la polizia». Gianluca S. è al gate dell’aeroporto di Tenerife Sud, con la moglie e i due figli di 2 e 4 anni, quando un addetto gli chiede 73 euro per un trolley che, secondo il passeggero, rispetta le dimensioni previste da Wizz Air. È domenica 25 ottobre, la famiglia sta per imbarcarsi sul volo W46036 diretto a Roma Fiumicino. L’uomo contesta il supplemento, chiede di parlare con un responsabile, ma racconta di essersi sentito minacciare di un intervento della polizia. «I miei bambini sono scoppiati subito a piangere. Ho dovuto pagare», racconta a Open.
La contestazione al gate: «Volevo parlare con un supervisore»
La famiglia ha già superato i controlli di sicurezza. «Siamo arrivati al gate con il trolley e i bambini nel passeggino vicino a noi», racconta Gianluca. Al momento di presentare le carte d’imbarco, un addetto della società esterna che gestisce i servizi di handling per Wizz Air gli comunica che uno dei bagagli non è conforme. «Gli ho detto che il bagaglio rispettava le misure e che volevo parlare con un supervisore WizzAir», spiega. Ma gli addetti, racconta, continuano a ripetergli: «O paghi o chiamiamo la polizia». Il passeggero sostiene di aver mostrato che il trolley entrava nell’apposito misuratore, ma che il personale si sia rifiutato di effettuare una verifica. Nessuno gli avrebbe spiegato quale fosse il problema. «Non mi hanno dato nessun tipo di indicazione», afferma. A complicare la discussione anche la lingua: «Parlavano solo spagnolo, neanche in inglese». Gli addetti lo avrebbero accusato di avere un atteggiamento aggressivo, minacciando di lasciarlo a terra.
Nel frattempo, i due figli iniziano a piangere. Anche la moglie, racconta, scoppia in lacrime. Alla fine, Gianluca decide di pagare. «Se fossi stato da solo, avrei chiamato la polizia, avrei fatto qualsiasi cosa». Ma in quel momento, spiega, non se la sente di prolungare la discussione. «Ho pagato perché era l’unica soluzione».
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I cinque bagagli della famiglia e il trolley contestato
La famiglia viaggia con cinque bagagli: quattro piccoli, uno per ciascun passeggero, e un trolley aggiuntivo grazie al servizio WIZZ Priority acquistato dalla moglie. La valigia rosa associata alla Priority era già stata accettata al controllo. A essere contestato è invece uno degli altri bagagli, che Gianluca sostiene di poter sistemare sotto il sedile.
Secondo le regole di Wizz Air, consultate da Gianluca prima di imbarcarsi, ogni passeggero, compresi i bambini dai 2 anni, può portare gratuitamente a bordo un bagaglio di dimensioni massime pari a 40 × 30 × 20 centimetri, con un peso fino a 10 chili, da collocare sotto il sedile. Chi acquista WIZZ Priority può aggiungere un secondo collo, fino a 55 × 40 × 23 centimetri, da sistemare nella cappelliera.
«Dicevano che il piccolo trolley doveva andare sopra», racconta. Una volta salito sull’aereo, ha deciso di fotografarlo sotto il sedile, per documentare che poteva essere sistemato in quello spazio. «Ho fatto tutte le foto, perché so che andando in giudizio dovrò dimostrare anche questo».

Lo scontrino da 75 euro e il reclamo a Wizz Air
Dopo aver pagato, Gianluca riceve uno scontrino della società di handling spagnola. Sulla ricevuta compare la scritta a penna «1x Priority», aggiunta, secondo il suo racconto, per consentirgli di portare a bordo il mini-trolley contestato. Nessuna spiegazione scritta, sostiene, sulla ragione del supplemento. «Non fanno un verbale, non fanno un allegato. Tu paghi e basta», denuncia. E aggiunge: «Non esiste un documento in cui mi dichiarano per quale motivo ho dovuto pagare quel supplemento. Ho chiesto più volte una fattura ma non mi è stata data».

Una volta a bordo, gli assistenti di volo Wizz Air vengono informati dell’accaduto. Il padre racconta che si sono mostrati particolarmente premurosi con la famiglia, soprattutto con i bambini. Sull’aereo, l’uomo capisce che altre cinque o sei persone hanno avuto i suoi stessi problemi.
Tornato a casa, la sera stessa del 25 ottobre, il passeggero invia un reclamo scritto alla compagnia e chiede la restituzione dei 73 euro. Ha inoltre intenzione di rivolgersi alla giustizia per ottenere un risarcimento per i danni che ritiene siano stati subiti dai figli. «A me dei 73 euro non frega nulla. È il principio», dice. D’accordo con la moglie, ha deciso di devolvere l’eventuale risarcimento alla Fondazione Bambino Gesù. «Andrò fino in qualsiasi tribunale perché pretendo che una cosa del genere non accada più».
Il precedente di Malpensa: altri 75 euro richiesti al gate
Non è la prima segnalazione di questo tipo arrivata a Open. Lo scorso 3 settembre avevamo raccontato la vicenda di Alessio, 52 anni, che il 26 agosto era partito da Milano Malpensa per Tirana insieme alla moglie. Al gate gli erano stati chiesti altri 75 euro per portare il bagaglio in cabina, nonostante sostenesse di aver già acquistato WIZZ Priority per 24,90 euro.

