Coronavirus, domenica riparte la serie A: ecco le nuove (per ora) regole interne allo stadio

Dal termoscanner all’assenza di saluti. Niente bambini, interviste contingentate

La salute prima di tutto. Il calcio si adegua al decreto ministeriale e si ‘ovatta’ per combattere la possibile, ulteriore diffusione del coronavirus. Domenica, dopo una abbondante serie di polemiche, si torna negli stadi. Lo si farà in numero ridottissimo e con una sequela di regole che saranno comandamenti almeno per il prossimo mese.

Tra queste, e in copertina, gli accessi allo stadio: saranno al massimo un centinaio gli addetti ai lavori tra giardinieri, raccattapalle e operatori imprescindibili per la realizzazione dell’evento (Procura Federale, Lega Calcio). Con gli staff tecnico-dirigenziali e il personale medico e delle forze dell’ordine si arriverà, al massimo (e come nel caso di Juve-Inter), a 500 persone presenti nell’impianto.

Tra loro anche i giornalisti: massimo 50 e sempre che il club sia attrezzato per rispettare tutti i punti delle direttive ministeriali. A tutti coloro che entreranno nello stadio sarà misurata la temperatura corporea. All’arrivo delle squadre niente telecamere negli spogliatoi.

In campo cerimoniale scarno senza saluto tra i giocatori, nessuno scambio di strette di mano e niente bambini. Nel post gara sono bandite interviste in mixed zone (le cosiddette ‘tonnare’ aperte a tutti i media accreditati) e conferenze stampa. I protagonisti parleranno solo ai microfoni della tv esclusivista e dei club channel mediante l’utilizzo di un microfono boom (a distanza) e auricolari monouso.

Foto di copertina Ansa

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