Serie A, le ipotesi sul tavolo: c’è anche quella dei play-off scudetto. Gli scenari

Il Consiglio Federale della Figc si è aggiornato al prossimo 23 marzo. Ecco il quadro

La ratifica della stop ai campionati, le proposte sull’immediato futuro. Nel Consiglio Federale straordinario della Figc, con conference call ovviamente allargata alle varie Leghe del calcio, ci si è imposti una data: il 23 marzo, quando ci si riaggiornerà per capire cosa starà accadendo con la questione Coronavirus e, di conseguenza, decidere come e se portare a compimento i campionati. Con la serie A diventata un rompicapo.


Dal vertice è emersa la forte volontà di provare a chiudere la stagione sfruttando tutte le finestre disponibili: se la situazione migliorerà slitterà tutto di una settimana arrivando a concludere il campionato il 31 maggio con rinvio della Coppa Italia, magari a estate inoltrata (come la vecchia Supercoppa). Il tutto in attesa di capire se gli Europei si disputeranno nel 2020 o nel 2021. Nel secondo caso si potrebbero giocare i campionati domestici anche fino al 30 giugno.

Tra le alternative, qualora a inizio aprile non ci fosse ancora la possibilità di riprendere, c’è quella di far disputare i play off scudetto (allargati a quante squadre? Solo le prime quattro?) e i play-out per non retrocedere in B (anche qui modalità tutte ancora da comprendere).

L’ipotesi più drastica

Altre strade porterebbero al congelamento della classifica attuale (senza assegnazione di titoli) e, anche se non arrivano conferme (girava l’indiscrezione, però, in mattinata), addirittura all’ipotesi di annullamento dei tornei. Una prospettiva che, però, nessuno vuole. In testa le squadre, come il Benevento (stracapolista della serie B con 20 punti di vantaggio sulla seconda), che vedrebbero cancellati gli sforzi, i risultati e gli investimenti di una stagione clamorosa.

In questi 13 giorni tutte le Leghe, dalla A alla terza serie, prepareranno la loro ‘ricetta’ da sottoporre al vaglio del Consiglio del 23 marzo. Quando, si spera, la situazione sarà più chiara e meno preoccupante.

Foto di copertina Ansa

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