Wikileaks, Chelsea Manning esce dal carcere

La donna è una delle protagoniste della storia della piattaforma per condividere informazioni in forma anonima creata da Julian Assange

Chelsea Manning, la talpa di Wikileaks, è fuori dal carcere. Un giudice ha infatti ordinato la sua scarcerazione. Lo riportano i media americani. Manning era stata condannata al carcere per essersi rifiutata di testimoniare davanti al grand jury sul caso di Assange. Nelle ultime ore i suoi legali avevano fatto sapere che Manning aveva tentato il suicidio ed era ricoverata in ospedale.

La donna è una delle protagoniste principali della storia di Wikileaks, la piattaforma per condividere informazioni in forma anonima creata da Julian Assange. In principio, Manning era un analista informatico dell’esercito statunitense ed era un uomo: portava il nome di Bradley Edward. Il 29 luglio 2010 è stata arrestata con l’accusa di aver diffuso materiale secretato dell’esercito americano.

Il 21 agosto 2013, Manning è stata condannata a 35 anni di prigione per aver rivelato l’esistenza di oltre 300 documenti riservati su casi di torture e abusi dell’esercito americano durante la guerra in Iraq. La pena le è stata scontata da Barack Obama che il 17 gennaio 2017 le ha concesso la grazia. Nei suoi anni di carcere l’ex analista ha cambiato sesso, iniziando una cura ormonale per diventare donna. Le sue condizioni in carcere avevano scosso l’opinione pubblica.

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