Borse in calo dopo il tracollo del petrolio: Milano e le altre Europee aprono in rosso

Un litro di oro nero è arrivato a costare meno di un litro di acqua. Le asiatiche preoccupate anche dalla salute di Kim Jong-un

Non era mai successo nella storia finanziaria che il petrolio precipitasse sotto lo zero. Il 20 aprile, il prezzo dei future di maggio del Wti ha toccato un minimo di -40,32 dollari, situazione leggermente migliorata, il 21 aprile, con il contratto del barile tornato in territorio positivo. Il contratto di maggio, che scade oggi, si muove intorno alla soglia dei 2 dollari. Meno grave il prezzo del barile legato alla scadenza di giugno, in rialzo sopra i 20 dollari.

Un tracollo del genere, tuttavia, non si era mai visto: è stata una tempesta di fattori ha causato il crash del petrolio. Oltre alla crisi della domanda energetica dovuta al Coronavirus, hanno pesato sul tracollo dei future di maggio degli accorgimenti tecnici legati alla scadenza del contratto e la chiusura improvvisa di una cospicua quota nel settore posseduta un fondo speculativo. Il crollo condiziona l’avvio di seduta in calo per Piazza Affari, dove l’indice Ftse Mib perde il 2,16% a 16.696 punti.

La situazione in Italia e in Europa

La vendita sui titoli oil non si arresta e il tentativo di rimbalzo del petrolio in Asia è stato flebile. E se l’euro viaggia sopra quota 1,08 dollari, in posizione stabile, le borse europee si muovono in zona rossa. Milano soffre il ribasso di Eni. Lo spread con il Bund tedesco subisce un lieve rialzo, dopo l’apertura stabile intorno ai 240 punti base, e tocca quota tocca quota 244,2 punti. Il rendimento è al 1,97%.

Sul differenziale btp-bund inciderà ulteriormente la decisione di S&P, di venerdì prossimo, sul rating italiano. I mercati europei, ad ogni modo, vivono tutti una certa attesa: decisivo sarà l’incontro del Consiglio europeo di giovedì 23 aprile, in cui si attendono misure forti dell’Ue per il rilancio dell’economia dei Paesi membri. Intanto anche le altre borse europee hanno aperto al ribasso: Francoforte cede l’1,47%, Parigi perde l’1,34%, mentre Londra registra un -1,45%.

Trump: «Caduta del petrolio è solo di breve termine»

Resta senza precedenti la condizione dei produttori di greggio che, avendo un eccesso di scorte invendute, sono arrivati a pagare i distributori per evitare la saturazione dei barili nei propri stock e far acquistare una quota di essi. «È più una questione finanziaria di quanto non sia una situazione propria del petrolio – ha osservato il presidente americano Donald Trump, il quale ha rassicurato dicendo che la caduta del petrolio – è di breve termine».

Le borse asiatiche

I primi segnali di risalita, tuttavia non bastano a tranquillizzare i mercati. Tutti i future dei listini europei e americani appaiono in ribasso e le borse orientali chiudono in forte calo. Tokyo ha ceduto l’1,97%, Shanghai ha perso l’1,19%, Seul l’1%, Hong Kong il 2,1% e la borsa indiana a fine sessione ha lasciato sul terreno circa il 3%. A far traballare i mercati asiatici anche la notizia di problemi di salute del leader nordcoreano Kim Jong-un, il quale, di recente, ha subito un intervento cardiovascolare.

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