Coronavirus, i numeri in chiaro. Pregliasco: «Terapie intensive ancora in calo, ma aspettiamo il 21 maggio per vedere gli effetti della fase 2»

Il direttore sanitario dell’istituto Galeazzi di Milano ha analizzato gli ultimi dati dell’epidemia. Il 12 maggio il numero di nuovi casi positivi sale rispetto al giorno precedente: +1.402 (ieri +744)

I dati pubblicati dalla Protezione civile il 12 maggio dicono che in Italia, fino a ora, ci sono stati 221.216 casi totali di positività al Coronavirus: 109.039 guariti, 81.266 ancora infetti e 30.911 morti. Se nella giornata di ieri si erano registrati +744 nuovi casi positivi, oggi il numero è salito a +1.402. La Protezione civile precisa però che «491 di questi nuovi casi si riferiscono ai giorni scorsi».

«Tutti gli indicatori forniti dalla Protezione civile mostrano un trend positivo, molto bello il dato delle terapie intensive e quello relativo ai ricoveri», dice Fabrizio Pregliasco, epidemiologo e direttore sanitario dell’istituto Galeazzi di Milano.

«È passata ormai una settimana dall’inizio della nuova fase, considerando il tempo di incubazione della malattia che sappiamo andare dai 2 agli 11 giorni con una media di cinque, speriamo di non vedere effetti negativi di risalita del contagio», sottolinea l’epidemiologo. «Intorno al 21 maggio avremo un riscontro certo di come è evoluta l’epidemia con l’allentamento delle restrizioni».

«Non sappiamo ancora se il caldo servirà a contenere il contagio – conclude Pregliasco -, o se questo virus effettivamente sta cambiando anche in termini di caratteristiche cliniche. Effettivamente non stiamo assistendo più a tanti arrivi in ospedale di pazienti con saturazioni particolarmente critiche. Di solito i virus respiratori cercando di cambiare, diventando meno letali. Ma non abbiamo la certezza: il virus Ebola dimostra che non è sempre così».

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