Coronavirus, trovato l’accordo tra il governo e le regioni sulle riaperture dal 18 maggio – Il documento con le linee guida

Conte riferirà in Parlamento il 19 maggio sull’allentamento delle misure di contenimento del rischio contagio

Arriva in serata l’accordo tra le Regioni e l’esecutivo sulle linee guida per la ripartenza piena, la fase 2-bis, in un nuovo mondo di convivenza con il Coronavirus nella vita di tutti i giorni a partire da lunedì 18 maggio. Ora è la volta di un decreto-legge quadro in consiglio dei ministri e poi un dpcm (decreto del consiglio dei ministri) probabilmente domani che metta in pratica l’accordo. Le regole varranno, salvo ovviamente nuovi focolai e quindi con un occhio costante sulla curva epidemiologica. Un accordo «portentoso», commenta il premier Giuseppe Conte.


«Il presidente del Consiglio, nelle more del Consiglio dei ministri impegnato nell’approvazione del decreto legge che disciplinerà il regime delle nuove aperture dal prossimo lunedì, ha espresso un primo orientamento positivo sulla proposta avanzata dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, che coniuga responsabilità, sicurezza, flessibilità e autonomia», spiega il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. In giornata il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti aveva fatto sapere che dalle Regioni compatte era stato sottoposto al governo un documento di accordo unitario.

Ecco le proposte concordate con le Regioni:

Conte riferirà in Parlamento martedì prossimo, 19 maggio, sull’allentamento delle misure di contenimento del rischio contagio: alle 14 a Montecitorio e alle 17 a palazzo Madama. «La collaborazione istituzionale sta portando a costruire un decreto legge che risponde alle esigenze dei territori e a un accordo che si basa sull’applicazione delle linee guida omogenee formulate dalle Regioni per una riapertura sicura delle attività economiche fin qui sospese».

Dall’esecutivo ci sarà l’ok alla già preannunciata apertura delle attività di servizi alla persona e vendite al dettagli, mentre saranno le Regioni con le loro ordinanze a decidere quali altre attività aprire a partire dal nuovo provvedimento. «L’obiettivo è quello di dare certezza agli operatori e ai consumatori, assicurando allo stesso tempo un’applicazione il più possibile omogenea su tutto il territorio nazionale», prosegue il presidente della Conferenza delle Regioni.

Linee guida

Lo schema è: linee guida nazionali, da cui discendono protocolli regionali e scelte che vengono prese in base a monitoraggi quotidiani, scrive l’Agenzia Nova. Nelle linee guida nazionali si parla di ristorazione, attività turistiche, balneazione, strutture ricettive, servizi alla persona come estetisti e parrucchieri, commercio al dettaglio, piscine, palestre, uffici aperti al pubblico, manutenzione del verde, musei, archivi e biblioteche.

«È un documento che verrà richiamato o recepito negli stessi provvedimenti che il governo si appresta a varare, riconoscendone la coerenza con i criteri fissati dall’Istituto superiore di sanità e da Inail», dice ancora Bonaccini. «Un contributo che testimonia il grande senso di responsabilità ed il pragmatismo con cui le Regioni hanno impostato il confronto con il Governo, consentendo ora la riapertura sicura di tante attività sospese».

Fontana: Una buona notizia

«Una buona notizia, il premier Conte ha recepito le linee guida delle Regioni», commenta il governatore della Regione più colpita da Covid-19, Attilio Fontana. «Un passo avanti decisivo e importante per arrivare finalmente lunedì alla riapertura di una serie di attività produttive». E ancora: «Domani adotteremo provvedimenti che garantiranno la ‘ripartenza’ in sicurezza di ristoranti, bar, parrucchieri e altre attività in Lombardia e nel resto d’Italia. Tutti lo dovranno fare utilizzando il buon senso e rispettando le regole per garantire la salute pubblica».

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