Post emergenza, l’app Dottori a domicilio per mettere in contatto medici e pazienti

L’epidemia di Coronavirus ha messo sotto pressione gli ospedali e i reparti di terapia intensiva. Per ovviare a questo problema c’è chi, come la startup, Dottore a domicilio (D2H), porta i test a casa. Anche per il Covid

Tra le varie lezioni impartite dall’emergenza Coronavirus, c’è l’importanza di mettere in sicurezza le nostre strutture sanitarie ed evitare assembramenti che possono portare a nuovi contagi. Un’impresa ardua, visto che sono circa 30 milioni gli italiani che accedono ogni anno ai pronto soccorso, con un tasso di crescita costante stimato in un 5-6%.

Il 38,9%, pari a 11,6 milioni, si rivolge al pronto soccorso perché non riesce ad accedere ad altri servizi, come il medico di medicina generale, la guardia medica o l’ambulatorio di cure primarie (RBM-Censis 2019). Inoltre, a causa dei pensionamenti, si stima che nei prossimi cinque anni mancheranno all’appello 45mila medici, tra specialisti e medici di famiglia e 15 milioni di famiglie rimarranno senza medico di base. Ci sono startup che si pongono l’obiettivo di ovviare a questo problema, puntando sul digitale.

Dottore a domicilio

È il caso di Dottori a Domicilio,una piattaforma digitale, già operativa, sviluppata per mettere in comunicazione gli utenti con una rete di medici operanti sul territorio. Il sistema permette di individuare il medico più vicino, geo-localizzandolo in tempo reale su una mappa visibile sul sito o grazie all’App disponibile per iOS e Android.

L’utente, scelto il medico, invia la richiesta ed entro 10 minuti il sistema mette in comunicazione telefonica medico e utente. In questo modo il medico fornisce un immediato consulto telefonico, verifica che non ci siano condizioni di emergenza (eventuale ricovero PS) e si accorda per effettuare la visita domiciliare.

Dal 2016 a oggi, circa 700 medici indipendenti hanno aderito al progetto D2H, sottoscrivendo un codice di condotta che mira alla massima tutela della salute del paziente. Ma l’obiettivo della società è di arruolare fino a 1.500 medici, ai quali offrirà corsi di formazione in medicina domiciliare (D2H Medical Academy).

A questo fine ha lanciato una campagna di equity crowdfunding, per intercettare nuovi investitori e raccogliere nuovi capitali. Capitali che serviranno ad affiliare altri medici, diffondere il servizio sul territorio e soprattutto attivare nuovi servizi come i test a domicilio, anche per il Cov-19.