Coronavirus, l’annuncio di Malagò: «Chiederemo il rinvio dei Mondiali di sci di Cortina al 2022»

Il presidente del Coni parla anche del campionato di calcio: «Si parte il 13 o il 20 giugno col campionato? Non è così scontato che tutto vada bene. La partita è aperta. Per questo serve forse anche un piano B»

Il Coni e la Federazione italiana sport invernali chiederanno alla Fis, la federazione mondiale degli sport invernali, che i Mondiali di sci di Cortina d’Ampezzo, inizialmente programmati per il 2021, vengano disputati a marzo 2022. Ad annunciarlo è il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ospite a Che tempo che fa su Rai3. Spostamento collegato alla pandemia di Coronavirus.


«Domani la Fisi chiederà il rinvio al marzo 2022 dei Mondiali di sci di Cortina, programmati per il prossimo febbraio», dice Malagò. «È uno scoop che anticipo. Sono anni che si lavora con la federazione sci e il comitato organizzatore ma domani avverrà questo. Il presidente della Fisi, Fabio Roda, porterà davanti all’esecutivo della Fis questa proposta. Il problema non è la gara, ma tutto quello che ci sta intorno, dal pubblico agli eventi, e la sicurezza deve essere garantita. Mi sembra una scelta logica che condivido, anche perché nel 2022 ci saranno a febbraio le Olimpiadi invernali a Pechino e a marzo i mondiali a Cortina», dice il presidente del Coni.

Il sindaco di Cortina

«Ragionavamo da alcune settimane sul rinvio dei Mondiali al 2022, con la Fisi, con il Coni e il presidente Malagò, e anche il ministro Spadafora», commenta a caldo con l’Ansa il sindaco di Cortina, Gianpietro Ghedina, a proposito del rinvio. «Siamo felici, non c’è amarezza, avremo più tempo per fare meglio i lavori. Cortina merita di ospitare l’evento con tutti i crismi di sicurezza, e la partecipazione del pubblico».

«Ci sarà più tempo per fare le cose per bene», sottolinea Ghedina, «ed è preferibile posticipare al 2022, anche se la macchina organizzativa sarebbe stata pronta a far partire i mondiali nel febbraio 2021». L’emergenza sanitaria aveva già colpito sotto il profilo sportivo la località ampezzana, con l’annullamento delle finali della Coppa del Mondo di sci previste nel marzo scorso.

«C’è il timore che nel prossimo autunno ci possa essere una recrudescenza dei contagi – osserva Ghedina – ed è saggio spostare l’evento di un anno, per dare modo al pubblico di superare sotto il profilo psicologico questa eventualità, consentendogli di partecipare ai mondiali con il naturale entusiasmo. Giusto privilegiare la sicurezza. Inoltre anche i rischi finanziari sarebbero stati molto alti nel caso di un annullamento dell’evento».

Il calcio

Malagò parla anche del campionato di calcio: «Si parte il 13 o il 20 giugno col campionato? Non è così scontato che tutto vada bene. La partita è aperta. Per questo serve forse anche un piano B», dice il presidente del Coni. «La diretta gol in chiaro della partite in chiaro, di cui ha parlato oggi il ministro Spadafora, può essere una soluzione per aiutare la ripartenza ed evitare assembramenti», prosegue Malagò.

«In Germania lo fanno, ma hanno sistemato molte altre cose, come gli accordi con i broadcaster e i calciatori, che qui ancora mancano asciando molti punti interrogativi. Per questo dico che serve prudenza e comunque per seguire chi è più avanti di noi bisogna farlo sotto tutti gli aspetti», spiega il numero 1 nel Coni.

In copertina ANSA/Filippo Venezia | Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il presidente del CONI Giovanni Malagò e il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora durante la riunione del comitato organizzatore delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, Verona, 7 ottobre 2019.

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