Scorta a Fontana dopo le minacce, il delirio di un membro dei Carc: «È colpa sua, resta un assassino»

La misura – un provvedimento di quarto livello che prevede un’auto di scorta con un agente – è stata decisa dalla prefettura di Varese

Dopo il viceministro Pierpaolo Sileri, anche il governatore Attilio Fontana finisce sotto scorta dopo le minacce da parte di chi non condivide la gestione da parte della Regione Lombardia dell’emergenza Coronavirus. Secondo quanto riporta La Stampa, la misura – un provvedimento di quarto livello che prevede un’auto di scorta con un agente – è stata decisa dalla prefettura di Varese, dopo che «il clima intorno al governatore lombardo si è fatto incandescente».

Da settimane il governatore riceve minacce sui social, il suo avvocato ne ha raccolte decine. Poi ci sono i murales, almeno due, con la scritta «Fontana assassino», su cui è stata aperta un’indagine. Uno comparso in via Vittorelli, l’altro nella zona della Bovisa. Le accuse e le critiche più dure verrebbero per la gestione delle Rsa, c’è chi lo ha minacciato, ritenendolo responsabile dei morti.

Gli autori del murales: «Resta un assassino»

Sulla scorta imposta al presidente della Regione Lombardia: «Non ci sentiamo responsabili», dice all’Ansa un esponente dei Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo, gruppo che ha firmato uno dei due murales individuati dall’avvocato di Fontana.

«La responsabilità è di Fontana per le politiche criminali, lo ribadiamo – dice l’esponente dei Carc durante una manifestazione sotto il Pirellone – Fontana resta un assassino. Oggi ribadiamo una cosa chiara – ha aggiunto – la giunta Fontana deve essere cacciata e la soluzione è quella di costruire un commissariamento popolare fatto delle tante organizzazione come le brigate di solidarietà e i sindacati di base».

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