«Fontana assassino, Sala zerbino»: sei indagati per le scritte contro il governatore lombardo e il sindaco di Milano

Si tratta di quattro persone del centro sociale Zam e due del Carc (Comitato di appoggio alla resistenza per il comunismo)

«Fontana assassino, Sala zerbino». Questa è una delle scritte contro il governatore della Lombardia e il sindaco di Milano che sono comparse nel capoluogo lombardo nelle scorse settimane. Sulla vicenda era stata aperta un’indagine che ha portato ora all’iscrizione di sei persone nel registro degli indagati. Si tratta di quattro persone del centro sociale Zam e due del Carc (Comitato di appoggio alla resistenza per il comunismo).

I due esponenti del Carc sono accusati di essere gli autori della scritta «Fontana assassino» comparsa sul Naviglio della Martesana. Gesto rivendicato dallo stesso comitato che aveva dichiarato: «La responsabilità è di Fontana per le politiche criminali. Fontana resta un assassino. La giunta Fontana deve essere cacciata». Mentre gli attivisti di Zam avrebbero realizzato la scritta «Fontana assassino, Sala zerbino», trovata nella notte tra il 5 e il 6 giugno in via Chiesa Rossa, sempre a Milano. Sul murale c’era  il simbolo dello Zam.

A causa delle minacce ricevute, anche sui social, Attilio Fontana è stato messo sotto scorta. Ieri il governatore della Lombardia scriveva su Facebook: «Questa mattina avrei voluto fare una passeggiata. Mi stavo preparando quando ho razionalizzato: non posso uscire, sono sotto scorta e non mi sembra bello costringere gli agenti a seguirmi».

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