Coronavirus, Pil ancora più basso delle stime: calano il lavoro e la domanda interna – L’infografica

Che il crollo del Pil fosse a livelli storici era già stato individuato a fine aprile, quando gli indici davano già un peggioramento mai visto dal 1995. Ora le stime scendono ancora

L’Istituto nazionale di statistica ha rivisto al ribasso le stime sul prodotto interno lordo (Pil) italiano nel primo trimestre del 2020. A fine aprile, l’Istat aveva parlato di un calo del 4,8% (in termini tendenziali) causato dal lockdown da Coronavirus. Nella nota pubblicata ieri, 29 maggio, l’Istituto ha precisato che il calo rispetto allo stesso trimestre del 2019 è di -5,4%.

Grafico: Istat

Stime riviste anche sulle variazioni rispetto al trimestre precedente. Nel primo trimestre del 2020, il Pil è diminuito del 5,3%, mentre ad aprile si era calcolato un – 4,7%. Per quanto riguarda il lavoro, si è registrata una riduzione del 4,4% delle ore – e, anche in questo caso, il crollo è peggiore della stima preliminare. «La stima completa dei conti economici trimestrali conferma la portata eccezionale della diminuzione del Pil nel primo trimestre con flessioni mai registrate dal primo trimestre del 1995 (inizio delle serie storiche, ndr)», commentano dall’Istat.

Secondo gli esperti, a trascinare la caduta del Pil è stata soprattutto la domanda interna (incluse le scorte), mentre quella estera, pur essendo comunque in calo, ha fornito un contributo negativo meno marcato (-0,8 punti percentuali). «Tutti i principali aggregati della domanda interna sono in diminuzione – scrivono nella nota – con un calo del 5,1% dei consumi finali nazionali e dell’8,1% degli investimenti fissi lordi».

Calano i valori anche nel resto del mondo, anche se con effetti più contenuti. Solo la Francia raggiunge i nostri livelli, con una diminuzione del 5,4% in termini tendenziali e di 5,8% in termini congiunturali. Negli Stati Uniti si sono registrati invece valori pari rispettivamente al -1,2% e 0,3%, mentre in Germania un -2,2% e un -2,3%. Di media, il Pil dei Paesi dell’area Euro è diminuito del 3,8% rispetto al trimestre precedente, e del 3,2% nel confronto con il primo trimestre del 2019.

Infografica: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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