Migranti, sono 9.500 le domande di regolarizzazione chieste dal 1° giugno

Sarà possibile fare la domanda di regolarizzazione fino al 15 luglio. Il processo è stato aperto dal Decreto Rilancio approvato il 13 maggio scorso

«Da oggi gli invisibili saranno meno invisibili». La sera del 13 maggio la ministra per le Politiche Agricole Teresa Bellanova ha usato queste parole per presentare il dl Rilancio, un decreto che fra le sue norme prevede anche l’inizio di un processo per regolarizzare migliaia di migranti che lavorano in Italia, almeno temporaneamente. Ora le prime domande per accedere a questo percorso cominciano ad arrivare. Come riporta Ansa, da quando lunedì 1° giugno gli sportelli sono diventati attivi sono registrate circa 9.500 domande di regolarizzazione.

Le richieste sono gestite dallo Sportello unico per l’immigrazione delle prefetture e delle questure. Sono due i casi in cui possono essere presentate: il primo riguarda i datori di lavoro, il secondo i lavoratori irregolari. Nel primo caso il datore di lavoro può sottoscrivere un nuovo rapporto di lavoro subordinato o dichiararne uno irregolare con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale prima dell’8 marzo. Nel secondo gli stranieri con un permesso scaduto dal 31 ottobre possono chiedere un rinnovo della durate di sei mesi, per cercare lavoro. La possibilità di fare queste domande è estesa fino al 15 luglio.

Non tutti i settori lavorativi sono coinvolti in questo processo di regolarizzazione. Nell’elenco ci sono infatti solo agricoltura, zootecnia, assistenza alla persona e lavoro domestico. La scelta di restringere la possibilità solo a questi ambiti è stata criticata anche da alcuni studiosi, come i ricercatori del Gruppo Grei250: «Scegliere la strada della regolarizzazione solo per pochi settori produce solo una nuova tensione sociale e una nuova guerra tra poveri». L’interesse verso questi percorsi sembra alto. Il video tutorial pubblicato sul sito del ministero dell’Interno per fare le domande è stato visto oltre 60mila volte.

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