Anche la Corte dei conti vuole tagliare le tasse. Ma ai redditi di lavoratori e pensionati

Informalmente la magistratura contabile ha fatto anche sapere di aver dato l’ok al prestito Sace nei confronti di Fca

Tagliare le tasse sì, ma non sui consumi (leggi Iva come vuole il premier Giuseppe Conte) o sul costo del lavoro (leggi cuneo fiscale come propone il Pd). Secondo il procuratore generale della Corte dei Conti Fausta Di Grazia, che oggi, 24 giugno, ha presentato il giudizio sul rendiconto generale dello Stato, bisognerebbe piuttosto intervenire sui redditi.

«Appare non più rinviabile un intervento in materia fiscale che riduca, per quanto possibile, le aliquote sui redditi dei dipendenti ed anche dei pensionati che, pur essendo fuori dal circuito produttivo, frequentemente sostengono le generazioni più giovani, oltreché le imposizioni gravanti sulle imprese alle quali sono affidate le concrete speranze di un rilancio del Paese», ha detto.

Aggiungendo poi che «l’alleggerimento della fiscalità potrebbe evitare, soprattutto in un momento di crisi globale – con riferimento alla pandemia da Coronavirus – la costante erosione del potere d’acquisto delle famiglie e un’ulteriore contrazione del mercato interno».

Il presidente delle sezioni riunite della magistratura contabile, Ermanno Granelli ha aggiunto che anche prima dell’emergenza Covid era in atto un grave rallentamento dell’economia e che è da tempo necessario puntare su livelli di crescita più sostenuti. Alcune condizioni positive ci sarebbero, ha detto Granelli.

Lo scorso anno si è registrato, infatti, «un indebitamento netto ben 6 decimi di punto inferiore alle attese» e anche un miglioramento della spesa pubblica. L’esercizio 2019, ribadisce «ha lasciato un segno positivo alla gestione del 2020, di cui ci si dovrà giovare nella difficile fase di rilancio».

Infine, a margine della cerimonia si è saputo che la Corte dei conti ha dato il suo sì al prestito da oltre 6 miliardi con garanzia Sace richiesto da Fca. Il prestito è stato registrato dal controllo preventivo della Corte dei Conti, così come vuole la legge. La corte dei Conti aveva il compito di supervisionare il decreto del ministero dell’Economia.

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