Autostrade, Salvini in Senato attacca: «Atlantia in Borsa guadagna il 25%. I Benetton sono sicuramente contenti». E apre sul taglio delle tasse

«Con una dichiarazione e un Consiglio dei ministri si fanno girare miliardi di euro. Non so se lo Stato ci guadagna, ma oggi qualcuno ci ha guadagnato, questo è poco ma sicuro», ha affondato il leader della Lega

«Complimenti a qualcuno che oggi avrà sicuramente da festeggiare perché in questo momento il titolo di Atlantia in Borsa guadagna il 25% del suo valore, quindi i Benetton sicuramente sono contenti». Così il leader della Lega Matteo Salvini, intervenendo oggi in Senato, dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte in vista del vertice con i suoi omologhi a Bruxelles il 17 e 18 luglio. Il primo affondo è, com’era intuibile, sul dossier Autostrade, dopo che all’alba il Consiglio dei ministri ha trovato un accordo con Atlantia che prevede, in primis, un progressivo ingresso dello Stato in Aspi.


«Qualcuno oggi l’affarone l’ha fatto – ha attaccato Salvini -. Poi saremo curiosi di andare a vedere chi ha venduto e chi ha comprato le azioni in questi giorni. Con una dichiarazione e un Consiglio dei ministri si fanno girare miliardi di euro. Non so se lo Stato ci guadagna, ma oggi qualcuno ci ha guadagnato, questo è poco ma sicuro».

Il leader del Carroccio ha poi affondato sulle misure economiche dell’esecutivo per il superamento della crisi indotta dalla pandemia da Coronavirus. «Sulla cassa integrazione chiacchiere – ha detto -. Mi ha appena scritto un piccolo imprenditore di Milano con 32 dipendenti. La metà di questi da marzo non ha ancora visto un euro, e se riescono a dar da mangiare ai loro figli è perché questo imprenditore ha anticipato la cassa integrazione. Sui soldi promessi dalle banche ci ricordiamo il bazooka da 400 mld. Ad ora i 400 mld sono 53 miliardi non dati ma domandati dalle imprese. E se su cinque milioni di imprenditori coloro che hanno fatto domanda sono 823mila, evidentemente, lo strumento non funziona».

Salvini, citando una richiesta di Confcommercio sul rinvio delle scadenze fiscali del 20 luglio almeno a settembre, ha poi invitato il presidente del Consiglio a copiare gli altri Paesi europei che hanno agito in questo senso. Duro poi l’attacco alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina: «Non so se il ministro ci è o ci fa, ma oggi ha ribadito che un milione di studenti non troveranno posti in classe da settembre e dovranno andare a fare lezione in cinema, musei o teatri. Questo è un insulto agli studenti, agli insegnati e alle famiglie italiane».

Immancabile anche il passaggio sull’immigrazione: «Gli sbarchi l’anno scorso ad oggi erano 3.186, oggi invece grazie al fatto che siete persone di parola e l’Europa vi vuole bene sono più del triplo, quasi 10.000. Devo capire se al governo ci sono incapaci oppure complici di questa tratta di esseri umani. L’accordo di Malta vale zero». Aperture infine sul fronte della riforma fiscale: «Se lei poterà in quest’aula un’ipotesi di taglio delle tasse – ha detto Salvini rivolgendosi a Conte – i voti della Lega ce li avrà in un minuto».

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