Misurazione della febbre a casa, rientro dal 1 settembre, e stop ai «banchi enormi e vetusti»: le novità sulla Scuola

Per la ministra, i genitori dovranno essere il più collaborativi possibile, specie sulle condizioni di salute dei figli: «Se i ragazzi avranno 37,5 gradi non potranno essere portati a scuola»

«La scuola riprenderà il 1 settembre». Ad annunciarlo, la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina nel corso di un’intervista a Tv2000. Il rientro al primo settembre – dopo la pandemia Covid– sarà un rientro parziale, perché varrà solo per gli studenti che hanno recuperi da fare o potenziare gli apprendimenti. Poi, dal 14, tutti in classe per ogni grado di istituto. «Abbiamo lavorato seguendo il principio di prudenza e sulla base dei documenti sappiamo che dobbiamo mantenere il metro di distanza statico tra studente e studente mentre se facciamo riferimento alla distanza tra cattedra e banchi la distanza è di due metri. Stiamo lavorando con tutti gli attori all’interno dei tavoli regionali per una scuola in presenza e sicurezza», ha detto Azzolina.


Per quanto riguarda i test sierologici che dovranno essere eseguiti su tutto il personale scolastico, la ministra fa sapere che «sarà il commissario Arcuri a gestire il bando di gara sia per i test sierologici che per i banchi. Questo ci permette di velocizzare le procedure». Il bando dei sierologici è già partito e fornirà circa 2 milioni di test. A questo si aggiungerà il bando per i banchi: manca però l’ufficialità della notizia e quindi che il decreto Semplificazioni venga pubblicato in Gazzetta ufficiale. «I test sierologici sono su base volontaria, tante persone del mondo della scuola ce li hanno chiesti ma sono su base assolutamente volontaria».

Per il rientro, quello tra scuola e genitori, precisa la ministra, sarà una specie di patto di responsabilità reciproca: «Il Comitato tecnico-scientifico e il ministero hanno stabilito che la misurazione della temperatura viene fatta a casa. Se i ragazzi avranno 37,5 gradi non potranno essere portati a scuola».

Riorganizzare gli spazi e la didattica

«Non vogliamo smembrare le classi», dice Azzolina. «Ma classi da 30-35 persone sono troppo numerose. Ci sarà spazio per tutti: stiamo lavorando per adeguare al meglio gli spazi già esistenti. Stiamo guardando ad edifici dismessi e ad altri locali: cinema, teatri, musei. Gli arredi ci aiuteranno tanto: pensare a banchi singoli rispetto ai banchi enormi e vetusti, ci permetteranno di acquistare spazio».

Novità anche dalla didattica a distanza che non riguarderà i bambini ma coinvolgerà gli studenti dai 14 ai 18 anni: «Questi ragazzi avranno la possibilità anche di una didattica innovativa ma la didattica sarà per tutti in presenza. Per settembre mi sento di rassicurare i genitori, l’obiettivo è per riportare tutti a scuola, stiamo lavorando notte e giorno per questo obiettivo».

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