Vertice Ue, Conte: «Fase di stallo, negoziato più complicato del previsto. Con Olanda confronto duro»

Il premier olandese Mark Rutte non molla la presa: per il via libera ai fondi serve l’unanimità. Posizione inaccettabile per l’Italia

«Siamo in una fase di stallo», il negoziato si sta «rivelando molto complicato, più complicato del previsto». Nel suo aggiornamento pomeridiano su Facebook il presidente del Consiglio Giuseppe Conte usa parole chiare per descrivere quanto sta accadendo a Bruxelles, dove da ieri il Consiglio europeo prova a trovare un accordo sul Recovery Fund, senza però riuscirci.


Il premier olandese Mark Rutte infatti non molla. Chiede come condizione essenziale per il suo assenso (e quello dei Paesi definiti “frugali” che seguono la stessa linea) che il via libera all’erogazione dei fondi ai singoli Stati sia condizionata all’unanimità del Consiglio Ue. Una richiesta definita dall’Italia come «inaccettabile», che non permette al momento di sbloccare un’intesa. E non sarebbe solo questo il nodo da sciogliere.

«Ci stiamo confrontando duramente con l’Olanda e con altri paesi definiti “frugali” che non condividono la necessità di una risposta così consistente – ha spiegato Conte-, soprattutto per quanto riguarda i famosi sussidi, ma mettono in discussione in parte anche i prestiti. Tutti devono comprendere che non è solo l’Italia, la Spagna o il Portogallo che se ne giova, ma l’intera Europa. In una economia integrata dobbiamo tutti risollevarci per ripartire tutti insieme ancora più competitivi».

«Ci sono tante questioni su cui ancora stiamo discutendo che non riusciamo a sciogliere – ha proseguito su Facebook il presidente del Consiglio -. Sto invitando tutti però a convergere verso un obiettivo comune: quello di approvare Next Generation Eu, che è un programma per la ripresa europea, non solo dei Paesi più colpiti. Poi ovviamente stiamo ragionando sul quadro finanziario pluriennale, che sarebbe il bilancio dei prossimi sette anni».

«Le partite in discussione sono molteplici. Si sta discutendo sull’ammontare totale. Alcuni Stati mettono in discussione l’ammontare dei sussidi, poi ci sono degli aspetti procedurali per quanto riguarda le verifiche sull’esecuzione del programma. Ci sono aspetti complessi che riguardano la distribuzione di competenze», ha spiegato Conte.

«Dobbiamo trovare una sintesi – ha proseguito – perché è nell’interesse di tutti, mantenendo bene quelle che sono le coordinate più importanti. Questi strumenti che approviamo devono essere adeguati, proporzionali alla crisi che stiamo vivendo e devono essere effettivi, efficaci».

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