Coronavirus, Rezza: «Indice Rt superiore a 1 in sei regioni. Quarantena per i Paesi ad alta incidenza» – Il video

In tre regioni l’indice RT è a zero: Calabria, Molise e Puglia

In sei regioni italiane (la settimana sorsa erano 5) l’indice Rt – ovvero l’indice di trasmissibilità – è sopra alla soglia di allerta di 1. Ecco l’elenco competo: Lombardia 1, Lazio 1,04, Liguria 1,06, Piemonte 1,07, Emilia Romagna 1,14 e Veneto 1,18. In tre regioni è a zero: Calabria, Molise e Puglia. È quanto emerge dal consueto monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute sull’epidemia di Coronavirus nel nostro Paese. L’indice Rt nazionale è invece appena sotto l’1, ovvero 0,95.

«Persistono diversi focolai in quasi tutte le regioni e molti sono causati da persone che vengono da Paesi ad alta incidenza», spiega Gianni Rezza, direttore generale della prevenzione del ministero della Salute. «Questo rende la situazione in alcune regioni peggiore rispetto a quella di altre. È quindi necessario continuare a mantenere comportamenti prudenti e sottoporsi a quarantena qualora si rientri da Paesi ad alta incidenza», dice Rezza.

Report settimanale
Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità 13-19 luglio

I dati

Il report analizza la settimana tra il 13 e il 19 luglio: un periodo successivo alla Fase 3 partita il 4 giugno scorso. Molti dei casi rilevati in questo periodo, dice l’Iss, avevano contratto l’infezione 2-3 settimane prima, tra fine giugno e inizio luglio. «Alcuni dei casi identificati tramite screening, tuttavia, potrebbero aver contratto l’infezione in periodi antecedenti».

Per l’Iss la fotografia del Paese resta buona, a bassa criticità, «con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni di 4,6 per 100mila abitanti»: dato che resta stabile rispetto ai 14 giorni precedenti. Diminuiscono leggermente in tutta Italia, rispetto alla settimana prima, i nuovi casi diagnosticati: «con Rt nazionale = 0.95, sebbene sia maggiore ad 1 nel suo intervallo di confidenza maggiore». Nelle ultime settimane insomma, dice l’Istituto Superiore di Sanità, «la trasmissione nel nostro Paese è stata sostanzialmente stazionaria».

I nuovi casi vengono registrati anche grazie a una «intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti». Sono stati osservati, come noto dalle cronache, focolai «attribuibili alla reimportazione dell’infezione», ma anche «alcune piccole catene di trasmissione di cui rimane non nota l’origine».

Monitoraggio Fase 2 Report settimanale
Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità 13-19 luglio

L’epidemia in Italia di Covid-19 non è conclusa, avverte l’Iss. Le stime Rt «tendono a fluttuare in alcune Regioni/PPAA in relazione alla comparsa di focolai di trasmissione che vengono successivamente contenuti». Il sistema sanitario non è in affanno, ma «seppur in diminuzione, in alcune realtà regionali continuano ad essere segnalati numeri di nuovi casi elevati. Questo deve invitare alla cautela».

In copertina ANSA/Angelo Carconi | Persone al mare ad Ostia durante la Fase 3 dell’emergenza Covid-19, Roma, 5 luglio 2020.

Video | Ministero della Salute

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