Bloccata la riforma dello sport? Dopo la lettera dei contrari del M5S, il ministro Spadafora minaccia le dimissioni

La lettera al ministro chiede di rinviare la riunione di maggioranza. La proposta del M5s è avviare prima un confronto interno sul testo con il capo politico Vito Crimi e il capo delegazione Alfonso Bonafede

Una lettera formale e forse l’intenzione di bloccare la riforma dello sport. Lo scontro tra il ministro Vincenzo Spadafora e l’ala critica del M5s, non ha avuto mezzi termini, passando, nelle ultime ore, anche per una minaccia di dimissioni da parte dello stesso ministro dello Sport.

Il seme della discordia è una lettera formale dei direttivo del Movimento 5 stelle arrivata oggi al ministro. Nel testo si chiede di rinviare la riunione di maggioranza sul decreto attuativo della legge dello sport. La proposta del M5s è avviare prima un confronto interno sul testo con il capo politico Vito Crimi e il capo delegazione Alfonso Bonafede. Secondo diverse fonti, a spingere per la lettera sarebbe stata soprattutto l’ala radicale del Movimento che vorrebbe ridiscutere la riforma.

La reazione di Spadafora è stata immediata: il ministro ha minacciato le dimissioni. Dopo poche ore dall’arrivo della lettera, il M5s ha cercato di abbassare, seppur di poco, i toni. Ilaria Fontana, pentastellata alla Camera, chiarisce sulle intenzioni, negando la volontà di bloccare l’attuazione della delega sullo sport. «Le interpretazioni in tal senso» ha detto la deputata «sono infondate. La riflessione è nell’interesse esclusivo del settore e del Paese».

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