Dl agosto, arriva l’ipotesi “conto light” al ristorante: rimborsi del 20% per chi va a mangiare fuori

Per il provvedimento verrebbe stanziato un miliardo, su un totale di 3 miliardi da destinare agli incentivi al consumo

L’attuale sfida del governo non è semplice: spingere i consumi per salvare le imprese in un contesto in cui i nuclei familiari e i singoli cittadini non possono permettersi molto altro oltre ai fondamentali. Ad attirare maggiormente l’attenzione è stata l’ipotesi conto light ai ristoranti, in cantiere in vista del dl agosto, e che andrebbe a intervenire su uno dei settori più colpiti durante il lockdown da Coronavirus.

In pratica, si tratterebbe di un rimborso del 20% circa (si parla di una cifra tra il 15% e il 30%) applicato sul conto del cliente nei ristoranti. La restituzione del denaro potrebbe avvenire direttamente sul conto corrente o sulla carta di credito del consumatore: attraverso il codice di identificazione della carta e della transazione di denaro al negozio, i soldi potranno essere rimborsati dallo Stato in maniera diretta e veloce. In alternativa, è probabile anche che si lanci un’apposita app su cui registrarsi per ottenere il rimborso.

Le ipotesi sul tavolo per raggiungere l’obiettivo di rimettere in piedi il settore della ristorazione e del commercio sono state studiate domenica scorsa in una riunione al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Stando alle prime notizie, si tratterebbe di uno stanziamento di 1 miliardi di euro – che comprende anche incentivi alla spesa nei bar, nei negozi di scarpe e abbigliamento e di arredamenti- su un totale di 3 miliardi pensati per far ripartire il settore consumi.

L’incentivo nei ristoranti è stato proposto dalla sottosegretaria all’economia Laura Castelli, mentre l’aggiunta degli altri rimborsi è stata disegnata dalla sottosegretaria del Mise Alessia Morani. Da notare che si tratta di un incentivo legato al pagamento digitale, che ha fatto sorgere dei dubbi tra le associazioni di categoria come Confcommercio e Confesercenti, che temono un effetto boomerang. Il governo starebbe pensando ad estendere il rimborso anche ai pagamenti in contanti, ma i tempi e i modi sarebbero meno veloci e snelli.

In Inghilterra una strategia simile esiste già: il programma Eat out to help out consente un taglio fino al 50% sui conti dei ristoranti – escluse le bevande alcoliche e per un tetto massimo di 10 sterline di rimborso. Per il momento l’incentivo britannico è utilizzabile solo nei locali aderenti e unicamente per il mese di agosto dal lunedì al mercoledì.

Per quanto riguarda gli altri 2 miliardi stanziati, i dettagli sono ancora da stabilire con più certezza: da una parte c’è il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, che ha proposto uno sconto da applicare nei negozi dei vari centri storici – per valorizzare l’area di interesse culturale e turistico – e dall’altra c’è l’idea della Ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova che avrebbe ipotizzato un bonus destinato ai commercianti per l’acquisto di prodotti agricoli italiani. Quest’ultima idea, però, non avrebbe convinto gran parte del consiglio.

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