Tornare a scuola durante la pandemia? Negli Usa gli insegnanti si preparano per il rientro facendo testamento

L’amministrazione Trump sembra non avere le idee chiare su quali saranno i protocolli seguire. Intanto gli insegnanti vivono nella paura del contagio e della morte e aumenta del 1000% chi chiede aiuto al sindacato per stendere le ultime volontà

«Non sono un’insegnante, sono una martire». Whitney Reddick ha 33 anni. Di mestiere fa l’insegnante nella contea di Duval, in Florida, negli Usa. La sua foto in un cimitero, con una finta tomba a suo nome, ha attirato l’attenzione dei media internazionali. Come lei, sono tanti i maestri e i professori che si stanno preparando al peggio in vista del ritorno in classe. E, tra le provocazioni e la paura reale, molti stanno scrivendo il loro testamento.


«Ci ha lasciati per aver ceduto all’ignoranza di chi era al potere, che l’ha rimandata a lavorare», recitava una parte del memoriale sulla finta tomba. Reddick ha poi recitato il suo testamento di fronte alle telecamere di Fox30. L’obiettivo della provocazione era quello di convincere il suo distretto scolastico di Jacksonville a proseguire con la didattica a distanza fino a quando i casi Covid-19 non si ridurranno.

In Florida, il numero totale di casi ha superato i 500mila e quello dei decessi correlati al Coronavirus è superiore agli 8mila. Nonostante ciò, il primo giorno di scuola è stato fissato per il 20 agosto, e insegnanti e docenti sono tornati già mercoledì per la pianificazione di un anno scolastico “ibrido”, a metà tra il remoto e la presenza.

In tutto il Paese gli insegnanti stanno mettendo in pratica forme di dissenso simili a questa già da metà luglio. Il presidente Donald Trump – che ha spinto da subito per la riapertura delle scuole – aveva definito i protocolli di sicurezza “troppo rigidi”. Gli insegnanti, impauriti dai rischi di andare a lavorare nel primo paese al mondo per numero di contagi, hanno iniziato a redigere i testamenti – intendendoli come parte integrante della preparazione per il ritorno a scuola. Alcuni, poi, marciano verso i cimiteri in segno di protesta, mentre altri stanno invitando i vari funzionari ai loro (falsi) funerali.

+1.000% di testamenti (veri) da parte degli insegnanti

Non tutti riescono a prenderla alla leggera. Su Twitter si leggono diversi post di insegnanti realmente preoccupati, che hanno deciso di scrivere il proprio testamento con il sincero timore di dover andare incontro alla morte. Teddy Rivera, una dei membri dello staff di Teachers Union, ha dichiarato che da quando è iniziata la pandemia c’è stato un boom di richieste per quanto riguarda la stesura dei testamenti da parte dei docenti: «Sono qui da circa 6 anni e c’è un boom incredibile di domande», ha detto. «Noi facciamo di tutto, ma tutto quello che ho fatto negli ultimi 3 mesi sono stati solo testamenti. C’è un picco enorme: una cosa come il 1.000% in più».

Anche in California (dove le morti sono state oltre 7mila) le richieste sono state molte. «Come, siamo in pandemia – ha detto alla Cnn la maestra Amy Forehand – e io sto entrando in questa fabbrica di germi senza fare testamento? Non sono una che ama correre dei rischi. E questo virus non è qualcosa con cui voglio misurarmi volontariamente».

«Quanto deve andare male prima di capire che bisogna tornare al remoto»?, ha dichiarato Louise, un’altra insegnante. Per alcuni lo stress e l’ansia di morire sono talmente forti che stanno pensando di lasciare il loro lavoro. Per Amy forse è arrivato il momento di prendersi una pausa dall’insegnamento: «Mia madre mi chiede di smettere ogni giorno».

In copertina @ardzes/Twitter

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