Per i pm Viviana Parisi non ha camminato a lungo nel bosco: «Le scarpe erano pulite». E spunta la pista dell’aggressione dei cani

Una volta scesi dall’auto, mamma e figlio potrebbero essere stati attaccati da due Rottweiler

Viviana Parisi, la deejay di 43 anni trovata morta lo scorso 8 agosto nelle campagne di Caronia (Messina), una volta scesa dall’auto, non deve aver fatto molta strada. Le sue scarpe erano «solo un po’ graffiate ma ancora abbastanza pulite». La donna sarebbe caduta dal traliccio subito dopo, ma resta ancora l’incognita del figlio Gioele che ancora non si trova. Era con lei?

Gli inquirenti sono convinti che il piccolo fosse in auto, che probabilmente si trovava nel sedile posteriore, ma senza cintura. L’ultima ipotesi è quella che, a seguito dell’incidente, Gioele sia rimasto ferito mortalmente e così la madre, in preda al panico (non solo legato al suo stato di salute mentale, ma anche al fatto di aver mentito al marito sulla destinazione del suo viaggio), ne avrebbe occultato il corpo. Poi si sarebbe tolta la vita.

Morsi di animale sulla gamba di Viviana

Ma davvero un incidente così banale può aver causato la morte del piccolo? Adesso, infatti, spunta una nuova pista, secondo quanto riporta l’AdnKronos: due cani, forse Rottweiler, visti nella zona, potrebbero aver aggredito la donna e il bambino. Sembrerebbe che sulla gamba di Viviana Parisi siano stati rinvenuti morsi di animale, ma per capire di cosa si tratta bisognerà attendere i risultati delle analisi medico-legali. Dunque, non si può escludere che mamma e figlio siano stati attaccati dai cani. Viviana, come confermano i familiari, non avrebbe mai ucciso Gioele.

Che fine hanno fatto i testimoni oculari?

Quella che ormai sembra essere esclusa è, invece, la pista dell’omicidio. Allo stato attuale, per gli inquirenti, non ci sono elementi validi che possano far pensare a un delitto. E quella bugia detta da Viviana al marito – «vado a comprare le scarpe a Gioele» – sembra essere giustificata dal fatto che la donna volesse andare in un luogo distante dalla sua abitazione, alla Piramide della Luce della Fiumara d’Arte, un luogo “mistico”. Viviana, che aveva sofferto di depressione, durante il lockdown aveva cominciato a leggere la Bibbia, anche ad alta voce. Circostanza confermata a Open dal legale del marito di Viviana.

Resta da capire, infine, come mai i testimoni oculari non si siano fatti vivi: persone «con un accento del Nord» che non avrebbero ancora confermato se la donna fosse o meno in compagnia del figlio. Anche se gli inquirenti sono sempre più convinti che fossero insieme, anche nel momento dell’incidente. Rimane il mistero su quello che è accaduto dopo.

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