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Coronavirus, contagiato e spacciato per morto, la brutta bufala circolata via social tra i cittadini di Porcari (Lucca)

La falsa notizia non è diventata virale in tutta Italia, rimanendo circoscritta alla comunità locale. Ma anche questo genere di bufale è pericoloso

Mi segnalano un articolo del 18 agosto 2020 pubblicato da Luccaindiretta.it dal titolo «”Morto per Covid a Porcari”, ma è una fake news». Si parla di un’immagine che sfruttando il nome della testata diffonderebbe la falsa notizia della morte di un cittadino di Porcari, in provincia di Lucca, realmente contagiato per Covid-19:

È successo oggi, quando è iniziata a circolare una falsa notizia con un falso logo di Lucca in Diretta, senza titolo ma con una fotografia di uno dei contagiati da coronavirus sul territorio di Porcari. Poi alcune righe in cui si parla del decesso dell’uomo per la disperazione dei familiari.

L’immagine non è stata riportata nell’articolo. Non trovandola in alcun post social, Twitter o Facebook che sia, decido di contattare il responsabile della testata al fine di averne una copia per conoscenza. In contemporanea mi iscrivo nei vari gruppi social di Porcari per chiedere ai cittadini della zona se avessero ricevuto tale notizia falsa sui loro cellulari.

Oltre a ricevere l’immagine via Whatsapp dal responsabile della testata Enrico Pace (che ringrazio), grazie agli annunci Facebook vengo contattato da alcuni cittadini che mi inoltrano la stessa immagine che pubblicherò censurandone qualunque riferimento che possa ricondurre chiunque alla famiglia coinvolta:

Riesco anche a contattare telefonicamente i familiari della persona coinvolta nella notizia falsa, infastiditi dalla sua creazione e diffusione. Non fa per niente piacere venire a conoscenza, tramite amici in buona fede, di simili (false) notizie. Non fa affatto piacere, inoltre, che venga addossata la colpa a una testata che dalla grafica non si evince che sia colpevole della bufala.

Questa potrebbe essere una delle tante bufale locali che circolano sul tema Covid-19, falsità che non raggiungono una notorietà nazionale ma che comunque rimangono orribili e in alcuni casi pericolose. L’invito che sempre facciamo dalla sezione Fact-checking di Open è quello di non credere a tutte le immagini che vedete circolare sui social, soprattutto agli screenshot di testate ai quali viene fornita una falsa autorevolezza: chiedete il link e invitate alla verifica.

Ricordo che queste bufale, oltre a creare dolore e allarmismo, vengono utilizzate anche dai complottisti e negazionisti del virus Sars-CoV-2 e della malattia Covid-19. Ricordiamo come la sezione Fact-checking abbia sempre smentito diverse bufale allarmiste diffuse soprattutto durante l’inizio dell’emergenza:

Open.online is working with the CoronaVirusFacts/DatosCoronaVirus Alliance, a coalition of more than 100 fact-checkers who are fighting misinformation related to the COVID-19 pandemic. Learn more about the alliance here (in English).

Scatto nello sfondo della foto di copertina da Wikipedia, autore Luigi Baroni.

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