Coronavirus, focolaio a Treviso: 182 casi nello stabilimento agroalimentare Aia

Nel sito, tra operatori diretti e maestranze dell’indotto, lavorano circa 700 addetti. I tamponi eseguiti sul personale ammontano a 460. La produzione non si ferma

Chiudere l’azienda, al momento, è impossibile: l’interruzione dell’attività di macellazione avrebbe implicato l’abbattimento di circa 1,5 milioni di capi di pollame. E ucciderli senza destinarli al mercato genererebbe ripercussioni importanti sul fronte igienico sanitario. Si opta dunque per aumentare la frequenza degli screening con nuove procedure rapide, ma l’industria agroalimentare Aia di Vazzola, in provincia di Treviso, continuerà la produzione.


Al suo interno è divampato un focolaio di Coronavirus: 182 persone infette, per un totale di 700 addetti che operano direttamente nell’azienda o nell’indotto dello stabilimento. I tamponi eseguiti ad oggi sono stati 560. Dal vertice convocato tra le autorità sanitarie e politiche locali, si apprende che la produzione sarà comunque ridotta al 50% della sua portata, con la conseguente diminuzione del numero di operai presenti su ogni turno di lavoro.

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