Coronavirus, la protesta degli studenti indiani per gli esami di settembre: anche Greta Thunberg si schiera con loro

Con 3,17 milioni di casi da inizio pandemia, i contagi in India continuano a superare quota 60mila ogni giorno

Sopra i 60mila contagi al giorno di Covid-19 in India. Con 3,17 milioni di casi da inizio pandemia. Numeri che spaventano anche i giovani studenti indiani, in questi giorni impegnati nella protesta per la modifica delle date dei loro test di ammissione. Sui social, sui giornali, attraverso le unioni studentesche, i ragazzi hanno chiesto a gran voce di rimandare le date dei due test di accesso universitario tra i più importanti del Paese, previsti per settembre.


Il NEET (National Eligibility cum Entrance Test) 2020, è l’esame di ammissione in India per gli studenti che desiderano studiare corsi di medicina universitaria e corsi di odontoiatria in istituti governativi, medici e dentistici privati. ​​L’altro esame previsto per settembre è il JEE (Joint Entrance Examination), l’esame di ammissione di Ingegneria per poter entrare nei vari college indiani.

La protesta degli studenti è contro la decisione della National Testing Agency di condurre gli esami a settembre, mentre nel Paese continuano a salire i casi di Covid-19. Nello specifico, il JEE si terrà tra il 1 e il 6 settembre, con il test livello Advanced al 27 settembre. Il NEET invece è previsto per il 13 settembre.

«Il governo e tutti i parlamentari sono responsabili», dice una giovane studente indiana dal suo profilo Instagram. «Dovrebbero sostenere la vita degli studenti chiedendo al governo di annullare immediatamente la decisione di sostenere NEET, JEE e altri esami durante l’epidemia Covid» conclude nel video di protesta.

Di tutta risposta la Corte Suprema ha respinto la richiesta del rinvio degli esami sostenendo l’idea che «la vita deve andare avanti» e che «l’anno prezioso degli studenti non può essere sprecato». Stessa risposta dai funzionari del ministero dell’Istruzione che hanno mantenuto il pugno fermo sulle date già decise. Molti leader politici, tra cui Subramaniam Swamy, hanno espresso solidarietà agli studenti, chiedendo alla National Testing Agency di ripensare i programmi scolastici.

L’ultima intervenuta a sostegno dei giovani studenti indiani è stata Greta Thunberg. L’attivista svedese, che aveva ieri annunciato il suo ritorno a scuola dopo l’anno sabbatico, ha definito su Instagram «profondamente ingiusto» il rifiuto opposto alla richiesta dei ragazzi indiani.

La 17enne ha sottolineato il difficile momento attraversato dall’India per «la pandemia Covid-19 e per le milioni di persone colpite anche dalle inondazioni estreme». Thunberg si è quindi unita all’hashtag di protesta diffuso sui social dagli studenti, #PostponeJEE_NEETinCOVID.

Foto in copertina: dal profilo Instagram Drshamsuddinadv

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