Sicilia, hotspot ancora pieni. I sindaci di Lampedusa e Pozzallo: «L’ordinanza di Musumeci? Non è cambiato nulla»

A parlare a Open sono i sindaci di Pozzallo e Lampedusa che criticano duramente l’ordinanza di Musumeci. E intanto il senatore siciliano Davide Faraone lo denuncia per abuso d’ufficio e procurato allarme

La “cacciata” dei migranti voluta fortemente dal governatore siciliano Nello Musumeci rimane solo sulle carte. Nessuno svuotamento degli hotspot, nessun pugno di ferro da parte della Regione. Non è cambiato nulla e a confermarlo a Open sono i sindaci di Pozzallo e Lampedusa. «Ma quando mai, l’hotspot non è stato chiuso e non è stato svuotato. Ero stato io a chiedere che i positivi al Coronavirus venissero trasferiti in altre strutture e così è stato.

Su 162 migranti, in 64 sono stati mandati a Trapani perché infettati. Insomma, in questo momento ne abbiamo meno di 100 e non c’è alcuna emergenza sanitaria all’interno della struttura», spiega Roberto Ammatuna, primo cittadino di Pozzallo. Intanto in Sicilia ci sono 947 positivi e un incremento di +24 casi, secondo gli ultimi dati della Protezione civile.

La situazione a Pozzallo

ANSA/FRANCESCO RUTA | Migranti a Pozzallo

Stamattina il governatore Nello Musumeci aveva lasciato intendere che grazie alla sua ordinanza, qualcosa si stava muovendo: «Da stamattina, a quanto apprendo, si è iniziato a svuotare l’hotspot di Pozzallo. I ricorsi notificati a mezzo stampa non producono effetti. Ma alzare la voce, a tutela della salute pubblica, evidentemente sì. Vedremo se in qualche giorno si ristabilirà la legalità», aveva scritto su Facebook.

«Ma quando mai, non è la prima volta che Musumeci cerca di imbrogliare le carte. Si tratta di un normale trasferimento di contagiati grazie a una continua interlocuzione con Prefettura e ministero dell’Interno. Con la Regione non abbiamo, invece, nessuna contatto. Musumeci, dunque, ha fatto un’ordinanza illegittima e fasulla. Può un uomo delle istituzioni fare populismo? Una cosa è vera: il governo sta sottovalutando il problema dell’immigrazione», ha aggiunto Ammatuna.

Cosa succede a Lampedusa

migranti
ANSA/ELIO DESIDERIO | Militari a Lampedusa

Dello stesso avviso Totò Martello, sindaco di Lampedusa, che a Open spiega: «Musumeci è riuscito a far tornare al centro dell’attenzione un problema dimenticato dal governo che si è trincerato dietro a un silenzio assordante. Cosa è cambiato? Nulla. Perché, scusate, cosa è successo?», ironizza il primo cittadino dell’isola siciliana. A Lampedusa ancora si trovano circa 1.200 migranti e, dopo l’ordinanza, «sono arrivati i militari».

«Da ieri sera, a seguito dell’intervento dei carabinieri, non ci sono più migranti in strada. Sono stati invitati a tornare tutti nell’hotspot». Che può contenere meno di 100 persone, in teoria. La situazione resta esplosiva, e adesso il presidente della Regione Siciliana – dopo il silenzio del Viminale che non ha impugnato l’ordinanza né dato disposizione alle forze dell’ordine di procedere agli sgomberi di hotspot e centri di accoglienza – annuncia che si rivolgerà alla magistratura.

Salvini e Musumeci denunciati

ANSA/CIRO FUSCO | Musumeci e Salvini

Intanto, dopo il malcontento dei sindaci, arriva la reazione, durissima, del senatore di Italia Viva, Davide Faraone che denuncia alla Procura di Agrigento il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini. Nell’esposto – che Open ha visionato – Faraone se la prende anzitutto con le dichiarazioni del leader della Lega secondo cui «a Lampedusa i migranti vanno in mezzo ai turisti e portano il Covid in Calabria, a Milano e a Roma». Per il senatore queste parole potrebbero «integrare un procurato allarme creando un vero e proprio terrorismo psicologico per chi si trova sull’isola». E, infatti, il turismo è crollato.

E su Musumeci, Davide Faraone ci va giù pesante. L’accusa, a lui, non è solo di procurato allarme ma anche di abuso d’ufficio perché, pur consapevole che la gestione del flusso migratorio sia di competenza statale, il governatore siciliano «si è arrogato il diritto di emettere la suddetta ordinanza senza averne i poteri amministrativi e politici», si legge nell’esposto. Insomma, un’ordinanza «illegittima e disumana», creata «allo scopo di acquisire visibilità e consenso» che, però, da una parte fornirebbe un’interpretazione dei fatti «distorta», dall’altra starebbe causando «un danno d’immagine» alla Sicilia e ai siciliani.

In copertina ANSA/ALESSANDRO DI MEO

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