Rifiuta di alzare il pugno, viene circondata e insultata: il bullismo dei Black Lives Matter – Il video

Lauren Victor, nonostante sia una sostenitrice della causa, non approva il comportamento dei manifestanti. E ne paga le conseguenze

La recente manifestazione pubblica dei Black Lives Matter, tenutasi nella capitale americana Washington D.C., è stata caratterizzata da vere e proprie azioni intimidatorie degne del peggior bullismo. Vittima degli estremisti presenti all’interno del gruppo di protesta, già inferocito a seguito dell’episodio di violenza avvenuto nei confronti di Jacob Blake, è stata una donna di nome Lauren Victor, colpevole di non aver alzato il pugno in segno di protesta.

Lauren era seduta insieme ad altri clienti all’esterno di un locale pubblico quando a un certo punto, intorno alle 18:30, fanno la loro comparsa i manifestanti Black Lives Matters intonando lo slogan «No Justice, No Peace». Un gruppo dei circa 150 presenti in tenuta nera aveva accerchiato il locale invitando i presenti ad alzare il pugno affinché dimostrassero il loro sostegno alla causa. L’unica a non farlo è stata proprio Lauren, scatenando la loro ira.

Nonostante Lauren abbia detto di essere una sostenitrice della causa, riteneva ingiusto il comportamento intimidatorio dei manifestanti perché di fatto si sentiva costretta e minacciata a compiere il gesto. Tutto filmato, fotografato, per rendere noto chi non la pensa come loro, come dimostrano i video che sono stati pubblicati su Twitter il 25 agosto 2020 da Fredrick Kunkle WaPo, autore dell’articolo del Washington Post dove viene raccontata l’intera vicenda.

È il risultato della polarizzazione. Scene come queste identificano il malessere di una società civile, dove si sta rafforzando il messaggio intimidatorio «o con noi o contro di noi» già osservato in varie occasioni della Storia.

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