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Marcia su Washington 2020: migliaia di persone unite in nome di Black Lives Matter – Le immagini

Venerdì migliaia di persone si sono incamminate verso il Lincoln Memorial a Washington D.C. per protestare contro la discriminazione razziale, proprio come fece Martin Luther King nel 1963

Dopo l’ondata di manifestazioni e di proteste, a volte anche violente, che hanno seguito l’omicidio di George Floyd e il ferimento di Jacob Blake decine di migliaia di persone si sono ritrovare a Washington DC venerdì per chiedere una riforma del sistema giudiziario americano che troppo spesso penalizza i cittadini di colore. La marcia chiamata Togliete il vostro ginocchio dai nostri colli (Get Your Knee off our Neck march) era stata annunciata a inizio giugno ed è coincisa anche con il 57esimo anniversario della prima marcia su Washington in cui Martin Luther King tenne il suo celebre discorso I have a dream.


Tra le persone che hanno parlato anche Martin Luther King III, figlio del paladino dei diritti civili degli afroamericani ucciso nel 1968. King si è rivolto alla folla invitandola «a lottare per i diritti che i nostri padri hanno combattuto così duramente per ottenere». Il riferimento era alle presidenziali USA e in particolare ai tentativi di Donald Trump di limitare il voto postale. «I nostri diritti sono sotto attacco», ha dichiarato King. «Dobbiamo difendere con forza il nostro diritto di voto perché quei diritti sono stati pagati con il sangue di coloro che sono stati linciati».


Tra le persone che sono intervenute anche il Reverendo Al Sharpton, noto attivista per i diritti civili degli afroamericani. «Abbiamo meno assistenza sanitaria, come se non importassimo», ha dichiarato Al Sharpton. «Andiamo in prigione più a lungo per lo stesso crimine, come se non importassimo […] Siamo trattati con mancanza di rispetto dai poliziotti a cui paghiamo gli stipendi, come se non importassimo. Se siamo alti o bassi, grassi o magri, di pelle chiara o scura, le vite nere contano. E non ci fermeremo finché non sarà importante per tutti».

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