Messi-Barcellona, braccio di ferro sulla clausola. Scende in campo la Liga: «Non concederemo il transfer»

L’argentino diserta i test anti-Covid e spinge per liberarsi a zero. L’arbitrato della Fifa può favorirlo. Ma il campionato spagnolo fa muro: «C’è un contratto, così non diamo il via libera».

La rottura tra Leo Messi e il Barcellona appare ormai insanabile. Dopo l’invio del burofax con il quale l’argentino comunicava la sua intenzione di lasciare il club a costo zero, nonostante la clausola da 700 milioni di euro, oggi il giocatore non si è presentato alla Ciutat Espostiva “Joan Gamper” dove sono in corso i test anti-Covid come da protocollo prima della ripresa degli allenamenti. L’argentino era atteso per le 10.15, ma non si è visto. Già ieri i rappresentanti del giocatore avevano comunicato che non si sarebbe presentato.

La giurisprudenza della Fifa

Per ora il Barcellona fa muro alla richiesta di Messi di svincolarsi a parametro zero, ma secondo la giurisprudenza della Fifa e del Tas, il tribunale arbitrale dello sport, il club catalano non può rifiutare il transfer al giocatore verso un altro club (il Manchester City al momento appare in pole). Secondo il quotidiano catalano Sport, molto vicino al Barcellona, in tutti i casi di contenzioso tra i giocatori e i loro club la giurisprudenza della Fifa e anche quella del tribunale di Losanna hanno fatto sempre prevalere il diritto del calciatore a svolgere il suo lavoro: cosa diversa è poi l’arbitrato sul contenzioso economico.

Insomma, se il muro contro muro non si risolve prima, è la tesi, Messi ha sempre l’arma di accordarsi con una squadra, che chiederebbe – e otterrebbe – il transfer dalla Fifa. Tranne poi dover trovare una soluzione alla complessa questione della clausola: i 700 milioni non sono esigibili, secondo Cadena Ser, perché l’ultimo anno di contratto (2020-2021) era solo un’opzione alla quale Messi ha rinunciato. Il Barcellona, da parte sua, sostiene che il giocatore lo ha fatto fuori tempo massimo, e sull’efficacia della clausola rescissoria regolata dalla legge spagnola il calcio iberico non accetta arbitrati Fifa.

La posizione della Liga

Sulla questione è scesa in campo anche la Liga, il campionato spagnolo che da un addio di Messi avrebbe molto da perdere sotto il profilo economico e dell’immagine. Secondo un comunicato diramato oggi, Messi è un giocatore sotto contratto, nel suo accordo col Barcellona esiste una clausola rescissoria e la Liga non concederà il transfer all’argentino se non sarà pagata quella clausola, «secondo le normative spagnole». All’orizzonte, dunque, il vero conflitto che pare profilarsi è sulla giurisdizione per l’efficacia della clausola: prevarrà la giustizia civile spagnola o l’arbitrato della Fifa?

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