Coronavirus, la ricerca di Harvard: «Anche i giovani rischiano la vita con il Covid». Israele verso due settimane in lockdown

Hanno superato i 28 milioni i casi di Coronavirus nel mondo, secondo la Johns Hopkins University. Le vittime sono invece salite a 909 mila. Dopo gli Stati Uniti con 6,3 milioni di contagi, l’India è al secondo posto con 4,5 milioni di infezioni

Usa

EPA/CRISTOBAL HERRERA-ULASHKEVICH | Persone in fila con la mascherina attendono il proprio turno per i test sul Coronavirus fuori da un ospedale a Hialeah, in Florida

Una ricerca del Jama internal medicine dell’Università di Harvard ha dimostrato quanto il Coronavirus sia pericoloso anche per la vita dei giovani adulti. In una lettera di ricerca, gli scienziati di Harvard hanno rilevato che tra 3.222 giovani ricoverati in 400 ospedali americani tra il 1 aprile e il 30 giugno dopo essere risultati positivi al Covid-19, 88 sono morti, cioè circa il 2,7%.


Come riporta il New York Times, uno su cinque è stato ricoverato in terapia intensiva, mentre uno su dieci ha avuto bisogno della ventilazione artificiale per assistere la respirazione. Tra quelli che invece sono guariti, 99 pazienti non sono stati dimessi subito, ma trasferiti in un altro reparto ospedaliero perché avevano bisogno di ulteriori cure e della riabilitazione.

I più esposti sono gli uomini, il 60% dei pazienti giovani e per una percentuale simile erano neri e ispanici. Rispetto alle donne, riporta la ricerca, gli uomini hanno avuto più probabilità di richiedere la respirazione artificiale e di morire. Come ha scritto il dottor Mitchell Katz, vicedirettore dello Jama internal Medicine: «Lo studio stabilisce che il Covid-19 è una malattia pericolosa per la vita di persone di ogni età».

Secondo l’autore della lettera di ricerca, il dottor Scott Solomon, docente di medicina ad Harvard, resta bassa la percentuale di persone che si ammalano al punto da richiedere un ricovero, nonostante l’aumento dei casi di Coronavirus tra i più giovani. Il rischio per i giovani è comunque presente, aggravato dalla concomitanza con altre malattie, a partire dal diabete e dall’ipertensione.

Israele

Ahmad GHARABLI / AFP | Operazioni di sanificazione davanti la Porta di Damasco a Gerusalemme

Dalla prossima settimana Israele tornerà in lockdown per almeno due settimane, dopo che nella notte il Comitato interministeriale israeliano per il Coronavirus ha proposto la chiusura del Paese dopo il picco di contagi delle ultime settimane.

Come riporta la Bbc, domenica 13 settembre il governo dovrebbe convalidare la proposta, per far partire quindi la quarantena dopo mercoledì prossimo, una volta tornato il premier Benyamin Netanyahu da Washington, dove si trova per la firma degli accordi di pace fra Israele e gli Emirati arabi uniti.

Il lockdown coinvolgerà la festa di Rosh ha-Shanà, il Capodanno ebraico, e il digiuno del Kippur. Tra le misure previste, c’è quella del divieti di allontanamento dalla propria abitazione per non oltre 500 metri. Chiuse le scuole e i negozi non essenziali. Le attività religiose potranno svolgersi solo all’aperto, o comunque in aree considerate idonee dalle autorità sanitarie.

Leggi anche: