Controllo della temperatura per la scuola, la ministra Azzolina vuole impugnare il decreto Piemonte

Il decreto di Cirio di pochi giorni fa obbliga gli istituti a misurare la temperatura a scuola. Ma la ministra non ci sta: «Le temperature vanno prese a casa perché non è giusto che studenti contagiati utilizzino i mezzi di trasporto per arrivare a scuola»

«Potremmo impugnare il decreto del Piemonte» che obbliga le scuole della ragione a verificare la temperatura di studenti e studentesse negli istituti per contrastare i contagi di Coronavirus. A dirlo oggi da Biella, dove è in visita a una scuola, l’Istituto Comprensivo del secondo circolo di Chiavazza, è la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. «Il ministero ha detto che le temperature vanno prese a casa perché non è giusto che studenti contagiati utilizzino i mezzi di trasporto per arrivare a scuola», dice la ministra.


«E non si può a 4 giorni dall’apertura cambiare le regole del gioco», aggiunge, per una questione di «rispetto per le famiglie e per i dirigenti scolastici. Per questo, spiega, il governo sta valutando l’ipotesi di aprire un contenzioso con la Regione Piemonte e impugnare il decreto» del presidente piemontese Alberto Cirio.

«Tutto sotto controllo»

Sul rientro in classe dopo sei mesi di chiusura causata dalla pandemia, la ministra assicura ancora una volta che è «tutto sotto controllo» – nonostante più di un’inchiesta giornalistica – e tante testimonianze – abbiano raccontato delle tante difficoltà e incertezze che presidi e istituti stanno affrontando. «Ci siamo preparati ad affrontare i problemi ad uno ad uno», dice Azzolina.

«Se ci saranno bambini positivi interverrà il dipartimento di prevenzione territoriale. Sono convinta che la scuola è il posto più sicuro di tutti in questo momento». La scuola inizierà il 14 settembre, ribadisce la ministra. «È stato fatto un lavoro straordinario».

«Ci siamo preparati sistemando spazi ed eseguendo lavori di edilizia leggera. A fine giugno abbiamo dato linee guida precise», prosegue. «Se ci sono incertezze sono dovute più all’informazione distorta che viene data che non alle regole che noi abbiamo dato e che sono precise», dice la ministra.

«Sono sicura che le famiglie e il personale scolastico sanno esattamente cosa devono fare. È già successo qualche caso in Italia in cui si sia trovato in classe un bambino malato e la scuola è già ripartita da giorni. Ci sono protocolli e procedure precise da applicare».

In copertina ANSA/POOL/ROBERTO MONALDO | La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in occasione della conferenza stampa a Palazzo Chigi sull’avvio dell’anno scolastico, Roma, 9 settembre 2020.

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