Coronavirus, costante incremento dell’indice di trasmissione. Risale l’età media – Il monitoraggio dell’Iss

L’Rt è in lieve ma costante aumento. Nella settimana analizzata, l’indice di trasmissione calcolato sui casi sintomatici è pari a 1.14. Il 28% dei nuovi contagiati ha più di 50 anni

Per la sesta settimana consecutiva, alla vigilia della riapertura delle scuole, aumentano i nuovi contagi da Coronavirus in Italia. L’incidenza nelle ultime due settimane (dal 24 agosto al 6 settembre) è di 27.89 per 100.000 abitanti, quindi decisamente in crescita rispetto al periodo dal 6 al 19 luglio. La gran parte dei nuovi positivi continua a essere registrata sul territorio nazionale. Stando al monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute relativo alla scorsa settimana, l’Italia ha importato dall’estero il 15% delle nuove infezioni diagnosticate.


Risale l’età dei contagiati: 35 la media, il 28% ha più di 50 anni anni

Dopo che nel pieno dell’estate si è assistito a un forte abbassamento dell’età media dei nuovi contagiati – complici le vacanze dei più giovani, in movimento tra le regioni di Italia o di rientro dagli Stati europei – ora il dato dell’età media sta di nuovo aumentando e nella scorsa settimana è arrivato ai 35 anni circa.

I soggetti che hanno contratto l’infezione con una età maggiore di 50 anni sono, nel periodo 24 agosto 6 settembre, circa il 28% dei casi. I casi con la stessa fascia d’età, nella settimana precedente, erano pari a circa il 20%. «In un contesto di avanzata riapertura delle attività commerciali (inclusi luoghi di aggregazione) e di aumentata mobilità – si legge nel rapporto – ci sono ora segnali di una maggiore trasmissione sul territorio nazionale in ambito domiciliare/familiare con circolazione anche in persone con età più avanzata».

L’indice di trasmissione è in leggero ma costante incremento

La soglia dell’1 dell’indice Rt era stata raggiunta e superata intorno al 16 agosto. Da allora, l’indice di trasmissione nazionale è in lieve ma costante aumento. Certamente si tratta dell’effetto delle riaperture scaglionate dopo il lockdown che ha serrato l’Italia nella fase 1 dell’emergenza Coronavirus, e dunque quando le saracinesche si sono rialzate dopo le date del 4 e 18 maggio e del 3 giugno.

Nella settimana di monitoraggio analizzata dall’Iss – e dunque nel periodo che va dal 20 agosto al 2 settembre – l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1.14 (con una minima di 0.71 e una massima di 1.53). «Bisogna tuttavia interpretare con cautela l’indice di trasmissione nazionale in questo particolare momento dell’epidemia – evidenzia il report – l’Rt nazionale deve essere interpretato tenendo in considerazione il dato di incidenza».

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