Coronavirus, i numeri in chiaro. Il matematico Sebastiani: «I nuovi contagi? In famiglia. Nelle terapie intensive ci sono casi gravi»

Il ricercatore del Cnr ha evidenziato come diverse regioni del Sud – non soltanto la Campania, ma anche la Sicilia e la Sardegna – stiano pagando il conto dell’estate

Oggi il totale di nuovi casi di Coronavirus in Italia è aumentato (+1.907 contro i +1.585 di ieri),  nonostante siano stati effettuati circa 2 mila tamponi in meno. Per il matematico del Cnr Giovanni Sebastiani siamo entrati in una nuova fase in cui scontiamo non più i contagi tra “vacanzieri”, ma il rientro in famiglia.


Ci stiamo avvicinando a un nuovo plateau?

«I casi mostrano un peggioramento della situazione. All’inizio di luglio la percentuale di positivi su casi testati era attorno allo 0,9%, poi ci sono state le vacanze e ci ritroviamo a metà agosto con un numero superiore a 2. La situazione sembrava essersi stabilizzata, ma dai primi giorni di settembre, si è verificato un nuovo aumento di frequenza al momento di tipo lineare».

Perché? 

«Il primo salto dipende dalle vacanze estive. Da inizio settembre invece questo aumento è più legato alla circolazione di virus negli ambiti aggregativi, in primis quello familiare: durante il periodo delle vacanze erano ragazzi ed essere contagiati, mentre ora l’età media è salita più del 20%. Questo ci fa pensare che il virus circoli probabilmente anche a casa oltre agli ambiti lavorativi. Ricordiamo il dato dell’Istat che ci dice che i conviventi di una persona positiva hanno il 42% di probabilità di essere contagiati, molto superiore rispetto alla percentuale in ambito lavorativo».

Circa due settimane fa dichiarava che i casi in terapia intensiva aumentavano sempre più velocemente. È ancora così?

«La velocità ha smesso di aumentare ed è costante adesso. La media attualmente è di 7 unità al giorno – oggi è il primo giorno da tre settimane in cui il numero è in diminuzione. La situazione mi preoccupa comunque perché il virus sta facendo dei seri danni. Ci sono medici che lavorano in terapia intensiva che affermano che i casi gravi di ora sono gravi tanto quanto quelli di marzo».

Si muore di meno però rispetto a marzo, anche se da inizio mese i decessi per Covid aumentano.

«Da inizio settembre la pendenza è aumentata e così anche il numero di morti – ora siamo a 10.3 decessi al giorno in media contro 5.5. Però, ecco, sono espressione di quello che è avvenuto quest’estate, non degli ultimi cambiamenti».

A livello regionale, invece, preoccupa la situazione in Campania.  

«La Campania ha superato il picco di marzo: si trova attualmente in una condizione peggiore rispetto ad allora. Anche l’aumento nella curva è paragonabile: infatti adesso i casi aumentano più velocemente rispetto a marzo e il picco è stato raggiunto in meno tempo».

Ci sono altre regioni che seguono un trend simile?

«Si può fare lo stesso discorso per la Sardegna. I picchi sono stati più alti a marzo, ma l’incidenza media locale è più alta adesso. Se guardiamo i numeri nelle terapie intensive inoltre, siamo vicini ai picchi di marzo. Il Lazio non ha superato il picco dei contagi di marzo, ma si sta avvicinando e anche la Sicilia è quasi arrivata al picco di marzo, registrato nella prima fase dell’epidemia».

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