Nel centrodestra parte il rimpallo al veleno dopo le Regionali. Salvini: «Al Sud candidati sbagliati». Toti: «Matteo pensa solo a sé»

Salvini punta il dito contro i candidati del Sud, mentre Meloni e Toti accusano il segretario della Lega di non saper fare squadra

Sono passati due giorni dalla chiusura dei seggi elettorali per le Regionali. Per il centrodestra – che ha perso le sfide in Toscana, Puglia e Campania – è tempo di bilanci. Per Matteo Salvini vale sempre lo stesso detto, quello del comunque andrà sarà un successo. E mette subito le cose in chiaro per come le vede: il centrodestra che perde è il centrodestra non leghista.


«Al Sud, in Puglia e in Campania, è stata l’offerta del centrodestra in generale a non essere all’altezza», dice in un’intervista al Corriere della Sera. Frecciatine a Fratelli d’Italia e Forza Italia? «Non commento gli errori degli altri, men che meno degli alleati», dice. D’altronde in Puglia c’era Raffaele Fitto, presentato da Giorgia Meloni, e in Campania a sfidare Vincenzo De Luca c’era Stefano Caldoro di Fi. «Posso dire che in Puglia e in Campania non abbiamo intercettato la richiesta di cambiamento che veniva dai cittadini», specifica ancora.

Ma non è certo l’unico a guardare agli errori degli altri commessi alle Regionali. Anche Meloni, che la sera del 21 settembre si è catapultata nelle Marche per festeggiare la vittoria del suo Francesco Acquaroli, dice a La Stampa che quello di Fdi è un risultato ottimo – e anche Vittorio Feltri in un editoriale su Libero la definisce «la più brava». «Noi abbiamo fatto la nostra parte, in Puglia come in Toscana – dice Meloni -. Se fosse stato così per tutti, se fossimo tutti cresciuti, avremmo vinto nonostante tutto il clientelismo di Michele Emiliano».

Anche Giovanni Toti, reduce dal successo della riconferma al 56% in Liguria, entra a gamba tesa nel gioco delle colpe e dei meriti, prendendo di mira il segretario della Lega. «Per essere il capo, servono due cose», dice al Corriere. I numeri e la capacità di gestire la coalizione. I primi ci sono, la seconda per ora no. Matteo si concentra solo sulle sue battaglie – accusa – e va per conto suo. Non ascolta chi gli vuole bene».

«A forza di dare spallate – continua Toti – finisce per rimediare una lussazione dopo l’altra. Dovrebbe gioire anche se vince un candidato di Fratelli d’Italia, aggiunge. Da lui e dai suoi mi aspettavo sorrisi e brindisi, non i musi lunghi di questi giorni».

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