Fedeli a Rousseau, soli alle elezioni e no al terzo mandato: il piano di Di Battista per il ritorno alle origini del M5s

Con un lungo post su Facebook, l’ex deputato ha pubblicato la sua proposta in vista degli Stati Generali del movimento

Alle elezioni da soli, difesa della piattaforma Rousseau, limite dei due mandati, agenda politica 2020-30: in vista degli Stati Generali del Movimento 5 Stelle – al momento, Covid permettendo, previsti (dopo una serie di rinvii) per il 7 e l’8 novembre – Alessandro Di Battista lancia il suo manifesto per il futuro dei grillini. E per battere l’ala governista del M5s.


M5s da solo alle elezioni

Le ideologie sono superate. Niente destra e sinistra, il Movimento 5 Stelle è un’altra cosa. Con un lungo post su Facebook, Dibba lancia punti e proposte in vista de famigerati Stati Generali del M5S. Che deve avere une certa identità, per l’ex deputato. «Collocazione autonoma del Movimento 5 Stelle rispetto a destra e sinistra: a prescindere dalla legge elettorale che verrà approvata il Movimento 5 Stelle, nel 2023, si presenterà da solo alle elezioni politiche», scrive Di Battista.

Rispedendo di fatto al mittente la posizione dell’ex capo politico Luigi Di Maio che invece, dopo le elezioni regionali, parla di un «modello coalizione» con il Pd che «funziona». La piattaforma Rousseau «è il cuore del Movimento 5 Stelle», prosegue Di Battista nel suo post. «Va rafforzata per continuare a diffondere ed esercitare la democrazia diretta e permettere agli iscritti di esercitare la giusta pressione sui portavoce».

Il (fu) limite dei due mandati

I punti di Di Battista sono un ritorno alle origini del Movimento: «Massimo due legislature per consiglieri regionali, parlamentari nazionali ed euro parlamentari», rilancia Dibba. «Chi ha compiuto due mandati (anche non interi) avrà la possibilità di candidarsi, una sola volta, nei comuni di appartenenza. Le nomine ministeriali degli esponenti del Movimento 5 Stelle siano – così come è stato fatto per i programmi – coordinate dal Movimento al fine di garantire la massima trasparenza e meritocrazia».

E ancora: «Elezione diretta dei parlamentari della Repubblica (ritorno alle preferenze) con obbligo di candidatura nel collegio di residenza». L’ex deputato chiede poi al “suo” movimento di lavorare su un’agenda politica 2020-2030 con soluzioni e progetti a sostegno della collettività, in particolare della classe media: i nuovi possibili poveri della fase post-pandemica. Altrimenti, dice, gli Stati Generali non avranno senso.

La ricetta di Di Battista parla di «Sostegno alle famiglie; Chiusura domenicale dei centri commerciale al fine di tutelare i piccoli esercizi commerciali, i centri storici, la famiglia e le attività culturali e sportive». Vuole un Istituto per la Trasformazione Industriale, «un istituto pubblico che sostenga le imprese in crisi nel processo di trasformazione/diversificazione produttiva che consenta loro di inserirsi in nuovi mercati» ma anche una Casa farmaceutica pubblica.

La «legge sulla Rai (fuori la politica dal sistema radio-televisivo nazionale e stop alle lottizzazioni partitiche per tutte le nomine pubbliche)». E infine: «Stop definitivo al Patto di Stabilità e crescita, al Mes e ai parametri responsabili dell’austerità economica e sociale. Modifica dello statuto della Bce: la Banca Centrale Europea dovrà diventare prestatore di ultima istanza (cosa che di fatto già sta facendo adesso)».

In copertina ANSA/Riccardo Dalle Luche | Alessandro Di Battista presenta il suo libro “Politicamente scorretto” a Il Caffè de La Versiliana, Marina di Pietrasanta, 3 agosto 2019.

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