Ricciardi spinge sui mini-lockdown: «Chiusure mirate e subito, a Natale sarà già tardi»

Il tracciamento «non basta più». Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, chiede alle Regioni di «prendersi le loro responsabilità»

Se c’è un momento in cui bisogna agire per “salvare” il Natale, quel momento è ora. È questa la posizione di Walter Ricciardi, ordinario di Igiene all’Università Cattolica del sacro Cuore di Roma e consulente del ministro della Salute. «Come vivremo il 25 dicembre – ha detto – dipenderà da quello che decidiamo di fare ora». Tra le misure più importanti che andrebbero adottate contro la diffusione del Coronavirus, spiega, ci sono i lockdown mirati. «Ritengo che alcune chiusure mirate vadano fatti subito», ha detto nel suo intervento ad Agorà, su Rai 3. «Oggi magari bastano due settimane, ma se si andrà più avanti non basteranno più».


Se il governo agirà «adeguatamente e proporzionatamente», allora potremo sperare in un «Natale quasi normale». Se si prenderà tempo, invece, «vedremo nelle prossime settimane un aumento esponenziale dei casi, soprattutto in alcune aree del paese. Di conseguenza dovremo prendere decisioni durissime più tardi. E servirà molto più tempo» per vederne i risultati.

Nella presentazione degli ultimi due Dpcm, il premier Giuseppe Conte ha ribadito più volte che si farà di tutto per evitare un lockdown nazionale. Secondo Ricciardi, però, quel “tutto” dovrebbe prevedere anche interventi più pesanti: «Quando si va oltre i 10 mila/ 11 mila casi giornalieri e non si riesce più a tracciare – ha detto, – allora arriva il momento di contenere». In alcune regioni la strategia del contact-tracing è ormai insufficiente, spiega. Ora i governatori devono assumersi le loro responsabilità, dice. Ad alto rischio ci sono Milano, Napoli e tra un po’ anche Roma potrebbe essere
nella stessa situazione».

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