Coronavirus, Ricciardi chiede il lockdown per Milano. Il sindaco Sala: «Abbiamo 10 giorni per decidere». Fontana: «Non ci sono le condizioni»

Il governatore vuole escludere un’ipotesi del genere. Mentre questa mattina il consigliere del ministro della Salute ha chiesto che la città si fermi subito

Si fa sempre più acceso il dibattito su una chiusura mirata di Milano. Questa mattina il consigliere del ministro della Salute, Walter Ricciardi, ha chiesto che venga imposto un lockdown sia nel capoluogo lombardo che a Napoli. Parlando delle due città, Ricciardi ha detto che «uno può prendere il Covid entrando al bar, al ristorante, prendendo l’autobus. Stare a contatto stretto con un positivo è facilissimo perché il virus circola tantissimo. In queste aree il lockdown è necessario, in altre aree del Paese no». L’ex presidente dell’Iss ha spiegato che «ci sono delle aree del Paese dove la trasmissione è esponenziale e le ultime restrizioni adottate, che possono essere efficaci nel resto del territorio, in quelle zone non bastano a fermare il contagio».


A stretto giro è arrivata la replica di Attilio Fontana, governatore della Regione Lombardia: «Escludo che ci siano le condizioni per prevedere ipotesi di questo genere, anzi, tutti i nostri interventi vanno nella direzione di evitare ogni tipo di lockdown». Questo pomeriggio alle 17 Fontana avrà un nuovo incontro con i sindaci dei capoluoghi di provincia lombardi e i capigruppo di maggioranza e opposizione per un aggiornamento sulla situazione epidemiologica.

Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di Milano. «Anche nella peggiore delle ipotesi avremmo 10-15 giorni per decidere un eventuale lockdown – dichiara Giuseppe Sala al Corriere della Sera – la media intensità di cura è il punto che intasa gli ospedali, che hanno il tema di una massa enorme di ricoveri. Non credo sia irrisolvibile e che ci debba portare a un lockdown generale adesso». Sulle proposte di Ricciardi, Sala dice di non essere stato consultato e aggiunge: «Ho appena ricevuto un sms di un virologo di cui mi fido molto che dice che ieri c’erano circa 80 pazienti intubati a Milano e 200 in Lombardia».

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