Coronavirus, il vaccino di Oxford genera una forte risposta immunitaria negli anziani

Il Financial Times ha rivelato i nuovi progressi nella sperimentazione di uno dei vaccini più attesi nella lotta alla Covid-19

Il vaccino di Oxford contro il Coronavirus stimola anticorpi protettivi e cellule T negli anziani. Lo anticipa il Financial Times, parlando del vaccino in studio nell’Università inglese in collaborazione con AstraZeneca e le cui dosi verranno prodotte a Pomezia, nel laboratorio della società Irbm. A segnalare i risultati sono stati due esperti vicini alle fasi della sperimentazione, che hanno ora sottolineato come le risposte più incoraggianti arrivino tra il gruppo di persone più a rischio. Si tratta in ogni caso, specificano dal Financial Times, di test preliminari, che non danno la certezza di una soluzione finale e definitiva.


Quello con AstraZeneca è al momento il vaccino in studio che più fa ben sperare nella notta alla Covid-19. Già a luglio si era parlato di risposte robuste al vaccino tra adulti sani di età compresa tra i 18 e i 55 anni. «Nelle sperimentazioni di Fase 1 già pubblicate», ha detto a Omnibus su La7 Piero Di Lorenzo, presidente della Ibrm, «il vaccino evidenziava un’efficacia del 90% che con un richiamo può arrivare al 95%». Secondo Di Lorenzo, entro giugno del 2021 il 75% degli italiani «pronto a vaccinarsi» (stima calcolata dall’Istat) sarà riuscito a riceverlo.

A proposito dei tempi di distribuzione, il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) ci va più cauto. L’accesso al vaccino anti-Covid, fanno sapere, almeno nella fase iniziale, sarà limitato. Per questo i paesi europei dovranno identificare tempestivamente i gruppi prioritari da vaccinare, suddividendoli su più livelli.

Foto di copertina: EPA/DAN HIMBRECHTS

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