Lopalco: «Ottimismo? Perché con questo calo dell’Rt non c’è niente da festeggiare: viaggiamo ancora a 300 all’ora»

Per l’epidemiologo e assessore alla Sanità in Puglia la situazione epidemiologica si allenterà quando «le dimissioni negli ospedali saranno superiori ai ricoveri»

Per Pierluigi Lopalco, in questa fase, c’è poco da essere ottimisti. «Ascolto con sconcerto parole di rassicurazione ed ottimismo intorno al fatto che la velocità del contagio “stia rallentando”», dice in un post scritto su Facebook, parlando andamento epidemico del Coronavirus. «Il problema è che, se tutti lo ripetono, la gente alla fine ci crede». Lopalco allora analizza i valori dell’indice Rt delle Regioni, l’indice che misura il livello di contagiosità del Covid-19: «Molte regioni italiane – spiega – nelle ultime settimane hanno effettivamente fatto registrare valori di Rt stabili o addirittura in diminuzione. Cosa vuol dire? Che siamo fuori dal tunnel?». La stessa critica dell’epidemiologo è stata mossa ieri da Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.


I commenti: da Conte a Gallera

Il riferimento è ai vari commenti rilasciati nel corso dell’ultima settimana: come quello dell’assessore al Welfare lombardo Giulio Gallera. «L’indice Rt in Lombardia è rallentato», diceva venerdì. Ma anche Giuseppe Conte si è lasciato andare a una ventata di ottimismo. Durante l’evento Futura: lavoro, ambiente, innovazione: «Spero oggi l’Rt possa già per le misure adottate, per quello che voi chiamate meccanismo di colorazione delle Regioni, abbassarsi: questo significherebbe che le misure adottate iniziano già a dare effetti. Se così fosse, saremmo incoraggiati su questa strada», dichiarava in diretta streaming.

L’Rt come l’indice di accelerazione di un’auto

Per spiegare bene la faccenda, l’assessore designato alla Sanità della Regione Puglia ricorre a una metafora automobilistica: l’Rt, in questo caso, «ci dice quanto una macchina stia accelerando. Ovvero di quanto la sua velocità aumenta ogni secondo. Se una macchina viaggia a 300 Km/h, anche se va a velocità costante e non accelera, se impatta contro un muro si fa male o no? Voglio dire: se la curva epidemica ha raggiunto dimensioni critiche, il numero di nuovi casi giornalieri non solo continuerà ad essere alto, ma in presenza di un Rt superiore ad 1 continuerà perfino a crescere. Rt pari a 1,5 significa che ogni 2 casi nel giro di un periodo di incubazione se ne creano 3».

«L’epidemia sta crescendo ancora»

In conclusione, per Lopalco l’epidemia è ancora in fase di crescita, e lo è anche più dell’influenza, con un unico e non trascurabile dettaglio in più: che «l’influenza non necessita di tanti posti letto e terapie intensive». Quindi, «la pressione sui servizi sanitari nelle prossime settimane continuerà ad aumentare» e «si stabilizzerà solo quando il numero di nuovi ricoveri sarà pari al numero di dimissioni. E si allenterà solo quando «le dimissioni saranno superiori ai ricoveri». E avverte: «Prima di allora dobbiamo rafforzare le misure di prevenzione primaria. Ovvero il distanziamento sociale. Altrimenti andremo a sbattere contro il muro a 300 all’ora».

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