Lopalco: «Tampone prima del cenone? Neanche per sogno. Gli studenti in classe? Rinuncino al caffè al bar e agli abbracci»

di Giovanni Ruggiero

«Chiederemo a chi rientra di segnalare il ritorno a casa per poter fare subito il tampone», ha sottolineato l’epidemiologo dell’Università di Pisa e assessore alla Salute della Puglia

Il mantra per Pier Luigi Lopalco in questa fase della pandemia Coronavirus non può che essere la cautela, tanto per la sua Puglia quanto per il resto d’Italia che si prepara a passare per intero a zona gialla: «Siamo pur sempre in piena ondata pandemica», ricorda l’epidemiologo e assessore regionale alla Sanità a Skytg24. Per questo non è il momento del liberi tutti, a cominciare dalle cene in casa nel periodo natalizio.


Lopalco si oppone nel modo più assoluto alla soluzione immaginata da molti in vista delle feste, cioè fare un tampone prima di sedersi a tavola con nonni e parenti vari: «Il tampone prima del cenone? – dice Lopalco – Ma neanche per sogno. Non credo che il tampone serva a proteggere i nostri parenti, posso essere negativo ed essere portatore del virus. Capita molto spesso con il tampone antigenico che si può fare in farmacia».


La Puglia, come tutte le regioni del Sud, teme il rientro per Natale di migliaia di persone. Un pericolo che potrebbe coinvolgere fino a 30 mila persone, secondo le stime di Lopalco: «Chiederemo a chi rientra di segnalare il ritorno a casa per poter fare subito il tampone». A proposito invece sul ritorno a scuola, chiesto a gran voce soprattutto dagli studenti, l’epidemiologo lancia una provocazione: «Se chiedessimo ai ragazzi di tornare a scuola ma senza abbracci, uscite, sigarette tutti insieme, sarebbero pronti a tornare in aula comunque?».

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