Conte sul caos in Calabria: «È colpa mia, ma scelte condivise con i ministri. Mi dispiace per i calabresi, ora basta passi falsi»

Dopo tre commissari alla Sanità in Calabria saltati nel giro di 10 giorni, il premier si prende la responsabilità delle scelte, allontana l’ombra della spaccatura interna al governo, ma chiarisce che prima di decidere tutti i suoi ministri sapevano quali fossero i nomi in ballo

Alla fine di una giornata a tratti surreale sul caso Calabria, l’ennesima dopo 10 giorni e tre commissari saltati, il premier Giuseppe Conte si carica tutta la responsabilità per le scelte fatte, a cominciare dall’ultima, quella dell’ex rettore della Sapienza, Eugenio Gaudio, tiratosi indietro per evitare: «crisi famigliari», sua moglie non avrebbe voluto trasferirsi a Catanzaro con lui. A sera, quando almeno una toppa è stata messa sul fronte Gino Strada, con un accordo tra Emergency e la Protezione civile per un progetto di supporto della sanità calabrese per l’emergenza Coronavirus, Conte chiama via Whatsapp i principali quotidiani e affronta la bufera che intanto si è scatenata.


Le scelte di Gaudio, ma anche Zuccatelli e Cotticelli

«Mi dispiace per i calabresi che meritano una risposta dopo anni di malasanità. Mi assumo tutta la responsabilità della scelta di Gaudio. Non solo del fatto che la designazione non è andata a buon fine, ma anche delle precedenti nomine. Sia per Zuccatelli, che per Gaudio, c’è stato il pieno confronto e la condivisione con tutti i ministri coinvolti».

«Nella mia posizione gestisco tanti dossier, non ho la possibilità di incontrare tutti e di effettuare i controlli nel dettaglio. Ma le responsabilità ricadono primariamente su di me, se coinvolgono il governo. Vale per Gaudio, come per Cotticelli. E anche per Zuccatelli, altissimo profilo, che però con quei video e quelle dichiarazioni inappropriate ha aperto una ferita con la comunità calabrese».

«Nessuna crepa nella maggioranza, ma il percorso è stato condiviso»

 «Non si è aperta una crepa nella maggioranza per il semplice fatto che mi assumo la responsabilità… È stato un percorso condiviso… Il processo decisionale si è sviluppato in modo lineare e nel pieno confronto con tutti i ministri direttamente coinvolti».

«La proposta spetta al ministro dell’Economia, di concerto con quello della Salute, con il parere del ministro degli Affari regionali e la deliberazione del consiglio dei ministri. E il processo prevede altresì il parere del presidente della regione Calabria. Infine la mia firma in calce».

«Gaudio mi ha assolutamente riferito dei suoi problemi familiari, in modo trasparente. Confidando di poterli superare… Posso allontanare i sospetti, ma è difficile allontanare le stupidaggini. Non l’ho mai incontrato, mai avuto rapporti con lui».

«Il suo nome non è arrivato neanche da Arcuri. Piuttosto, dai territori chiedevano di valutare un profilo calabrese. All’inizio non sapevo che lo fosse, lo conoscevo come rettore della più grande università europea. E con i ministri ho pensato che avremmo potuto sanare quella ferita con la comunità calabrese».

L’accordo con Gino Strada ed Emergency

«È stata siglata una convenzione con la Protezione civile in virtù della quale Emergency già da domani sarà operativa per l’emergenza in Calabria con ospedali da campo. E collaborerà a realizzare Covid hotel e operazioni di triage… Da domani i calabresi saranno più forti e resilienti, in virtù di questa collaborazione».

Gino Strada non sarà però il prossimo commissario straordinario alla Sanità della Calabria, non avendo mai dato la disponibilità per quell’incarico come ha più volte ribadito nei lunghi giorni passati senza ricevere una telefonata dal governo, dopo la prima esplorativa.

«No, e non ha mai dichiarato nei colloqui avuti di essere interessato a questo profilo. Ne io gli ho mai offerto questa posizione, non ritenendo che fosse interessato a trasferirsi in Calabria e a occuparsi di ripianare la voragine nei conti… Avverto la forte responsabilità decisionale dopo i passi falsi compiuti».

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